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MONDOSLOW
Quattro appuntamenti sulla realtà ‘altra’ del nuovo cinema documentario

Il caso Michael Moore ha aperto le porte della distribuzione internazionale ai documentari. Essi hanno portato nelle sale il loro nuovo sguardo - diretto e potente - sulla nostra società, con un effetto di realtà sconosciuto per le coscienze addomesticate delle platee televisive. Slow Food e Bracinetica, in collaborazione con la multisala Vittoria, hanno pensato di portare a Bra, per quattro mercoledì consecutivi (a partire dal 20 di aprile) alcuni titoli significativi di questa sensazionale onda di nuovo cinema del reale. L’attenzione è sui temi dell’ecogastronomia (Mondovino), sulla lotta per la libertà (The agronomist), per il proprio lavoro e per la propria identità (Piccola pesca, The take).

Le proiezioni si terranno il mercoledì alle ore 21,00 presso la sala Metropolis del Cinema Vittoria. La tessera-abbonamento ai quattro documentari è in vendita presso il cinema Vittoria al prezzo scontato di 12€, mentre l’ingresso al singolo spettacolo è di 4,50€.

Ecco il calendario delle proiezioni e una breve sinossi dei documentari proposti.

20 aprile
Mondovino – di Jonathan Nossiter (Argentina, Francia, Italia, Stati Uniti, 2004)

Attraverso tre continenti Mondovino intreccia le saghe familiari dei broker milionari della Napa Valley, con la rivalità di due aristocratiche dinastie fiorentine e gli sforzi di tre generazioni di una famiglia per mantenere la propria tenuta di pochi acri in Borgogna.
Il clamore di queste lotte viene, però, superato dagli allegri traffici di un pirata dispettoso di Bordeaux, mentre diffonde il vangelo della modernità dall’Italia, all’Argentina, fino a New York.
Il vino è stato un simbolo della civiltà occidentale per migliaia di anni ma, mai come ora, la lotta per la sua identità è stata così disperata. Mai sono stati messi in gioco così tanti soldi - e tanto orgoglio. Gli schieramenti non sono, però, quelli che si potrebbero immaginare: i proprietari locali contro le multinazionali, i semplici contadini contro i potenti capitani d’industria. Nel mondo del vino non si tratta mai dei soliti sospetti...
27 aprile
The take – di Avi Lewis e Naomi Klein (Canada, Argentina, 2004)

Occupare. Resistere. Produrre. Nei sobborghi di Buenos Aires, trenta lavoratori disoccupati "organizzati" entrano nella loro fabbrica inattiva, tirano fuori i materassini sui quali dormire e rifiutano di andarsene. Quello che vogliono è riavviare le macchine ferme. Ma questo semplice gesto - The take - ha il potere di portare alla ribalta il problema della globalizzazione. Armati solo di fionde e di un'incrollabile fede nella democrazia operaia, i lavoratori si scontrano con i capi, i bancari e l'intero sistema che vede le loro amate fabbriche come nient'altro che un pezzo di metallo da svendere. Con The take, diretto da Avi Lewis, uno dei più coraggiosi giornalisti canadesi e dalla scrittrice Naomi Klein, autrice del bestseller internazionale No Logo, realizzano un chiaro manifesto economico per il XXI secolo.
4 maggio
Piccola pesca – di Enrico Pitzianti (Italia, 2004)
I pescatori del Basso Sulcis Luciano sono esperti ma costretti a pescare in zone limitate, non possono più calare le reti nei punti preferiti a causa delle esercitazioni militari mare-terra-mare che si svolgono nel poligono di Capo Teulada. In quelle acque dove fino a poco tempo prima, per una sorta di patto di non belligeranza, gli veniva consentita la pesca nelle soste dei giochi di guerra, le restrizioni alla pesca sono sempre più severe e sempre più estese le aree di sgombero a mare. Ma i pescatori non si rassegnano e vogliono assolutamente riavere il “loro” mare.
La storia di come sia nato questo poligono è assai confusa: vendite, espropriazioni, rivolte di contadini che non volevano lasciare la terra fertile, che gli americani prima, gli inglesi poi e infine gli italiani trovavano perfette per esercitarsi alla guerra. Un piano che si svolge nel decennio 1950 - 1960, in cui la poco abitata Sardegna diventa terra da sacrificare alle esigenze militari. Una vicenda orchestrata da Roma con connivenze dei politici locali, con un epilogo drammatico e che alla fine attribuì al Genio militare 7500 ettari di territorio.
11 maggio
The agronomist – di Jonathan Demme (Stati Uniti, 2003)
Jean Dominique è stato giornalista, combattente per i diritti civili e le libertà democratiche ad Haiti per quasi quarant’anni.
Nel 1968 acquistò Radio Haiti-Inter, e la trasformò in uno straordinario motore di informazione e coscienza per la popolazione, unica voce libera dell’isola, la prima a trasmettere in creolo haitiano. Radio Haiti Inter divenne la voce della denucia e della libertà contro la dittatura Duvalier. Aggredito e pestato, arrestato e più volte spedito in esilio, gli impianti della radio sequestrati e distrutti, Dominique tornava ogni volta ad Haiti per ricominciare da capo. Con lui sua moglie Michelle Montas.
Al ritorno dal suo primo periodo d’esilio (1980-1986) una folla di 60.000 persone si radunò all’aeroporto di Port-au-Prince per dargli il bentornato, e per spingerlo a continuare la sua battaglia per la democrazia.
Il 3 aprile 2000 fu ucciso da sicari mai identificati davanti alla sede della sua radio.