| Parlando di vitigno Dolcetto è consueto rimarcare il legame che esiste tra il paese di Dogliani e le colline circostanti. Portavoce di questo legame è stato il Presidente Luigi Einaudi che ha saputo creare stimoli determinanti per la valorizzazione e l’affermazione di questo vino che ha visto riconoscere la sua indubbia qualità, con il passaggio, nell’anno 2005, alla denominazione di origine controllata e garantita. Il disciplinare di produzione prevede che il Dolcetto di Dogliani Superiore o Dogliani, all’atto dell’immissione al consumo, debba decorrere dal 1° novembre dell’anno successivo alla raccolta delle uve.
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Categoria del vino: |
rosso |
Denominazione: |
Dolcetto di Dogliani Superiore o Dogliani D.O.C.G. |
Vitigno: |
Dolcetto |
Terreno: |
sono idonei solo i terreni prevalentemente argilloso-calcareo-silicei |
Area D.O.C.
Zona di produzione: |
Vari comuni della provincia di Cuneo: Bastia, Belvedere Langhe, Clavesana, Cigliè, Dogliani, Farigliano, Monchiero, Roccacigliè ed in parte il territorio dei comuni di Roddino e Somano |
Produzione di uva: |
massimo 70 q/ha (menzione vigna se 63q/ha) |
Resa trasformazione uva-vino: |
massimo 70% |
Colore: |
rosso che si evolve verso tinte granato rubino tendente al violaceo |
Profumo: |
vinoso, gradevolmente
fruttato, intenso, leggermente mandorlato |
Sapore: |
asciutto, piacevolmente amarognolo, di grande struttura, armonico |
Gradazione alcolica minima complessiva: |
13° C |
Acidità totale: |
minimo 4,5‰ |
Invecchiamento minimo: |
1° novembre successivo alla vendemmia |
Temperatura di degustazione: |
16÷20° C
Per gustare completamente tutte le qualità del Dogliani sturare la bottiglia a temperatura ambiente |
Abbinamento gastronomico: |
primi piatti importanti, carni rosse |
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Testo concesso da: Attilio Pecchenino |