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La città
di Cherasco era un tempo racchiusa da un tracciato murario quadrangolare
di circa un miglio; due strade circonvallari correvano lungo le mura,
una all'interno e l'altra all'esterno, permettendo ai cittadini un attento
controllo delle mura stesse e, in caso di pericolo, di accorrere rapidamente
in ogni punto degli spalti; un fossato lungo la strada circonvallare
esterna costituiva un altro elemento di difesa.
La costruzione del castello nel 1348 rafforzò ulteriormente la
funzione di piazzaforte della città.
Ci dicono poi gli statuti, che le case dovevano essere perfettamente
allineate e non oltrepassare l'altezza delle mura, se ad una distanza
da esse inferiore ai diciotto metri.
Esse erano quasi sempre dotate, nella parte interna, di cortile, orto
e pozzo che dovevano garantire la sussistenza in caso di necessità.
Gli edifici più importanti furono costruiti sull'asse viario
principale Arco Porta Narzole - Arco Belvedere, con al centro la piazza,
il Palazzo comunale, la torre e, un po' spostata sulla destra, la chiesa
di San Gregorio che oltre a essere il fulcro della vita religiosa era
anche sede delle assemblee generali del Comune.
Attualmente dell'importante struttura difensiva è rimasto, solamente
il castello mentre strade alberate hanno sostituito, alla fine del '700,
la cinta muraria.
E' stata
invece conservata la struttura a castrum romanum: una pianta
quadrata con due grandi contrade che si intersecano perpendicolarmente
dividendo la città in quattro quartieri: San Pietro, San Martino,
San Gregorio, Sant'Iffredo, mentre le altre vie, sempre in posizione
perpendicolare o parallela alle principali, dividono i quartieri in
isole regolari di circa ottanta metri di lato.
Anche
molte case hanno conservato le caratteristiche del passato e hanno ancora
al loro interno il cortile, l'orto e il pozzo e molti palazzi, le loro
splendide facciate e i sontuosi ed eleganti interni.
Per il nostro itinerario artistico cittadino, partiamo dunque dalla
piazza dominata dalla imponente torre comunale.
1 - Palazzo e Torre Municipale
Sulla facciata esterna del Municipio, recentemente restaurato, si scorgono
esempi significativi dell'antica e profonda cultura cittadina: arconi
gotici, fregi e decorazioni quattro - cinquecentesche, l'affresco risalente
al sec. XVIII, in cui campeggia un fantastico ed originale stemma di
Cherasco con un giovane ed una giovane - i fiumi Tanaro e Stura - che
confondono i piedi nella confluenza di fondovalle.
Lo stemma autentico della città è invece rappresentato
da una croce rossa in campo bianco.
La torre, anch'essa recentemente ripulita da un posteriore intonaco,
mostra in facciata un prezioso ed assai raro lunario con una scena boschereccia
su cui, secondo le fasi, la luna sorge e tramonta.
Sul lato sud, dopo i lavori di restauro, è apparsa un'elegante
meridiana barocca.
Volgendo
le spalle al Municipio, si ha di fronte il bellissimo campanile romanico
della Chiesa di San Gregorio, sia internamente che in facciata
tanto rimaneggiata da perdere la propria unitarietà, ma che conserva
nel presbiterio, pregevoli affreschi dell'Aliberti.
Attualmente la chiesa di San Gregorio è stata destinata a centro
- mostre e congressi.
A chiusura
di via Garibaldi, si erge la bella facciata di S.Iffredo quindi,
sulla destra della piazza, emergono importanti, i resti di Palazzo
Lellio: un susseguirsi di finestre ad arco acuto, sottolineate da
una tipica decorazione, oggi inserite nell'ampio Palazzo della Cassa
di Risparmio di Torino.
2 - Arco Trionfale
Si costeggia, sulla destra del comune, il bel Palazzo Galli della
Mantica e ci si dirige all'Arco Trionfale della Madonna del Rosario,
costruito tra il 1647 e il 1688 su disegno del fossanese Giovenale Boetto,
quale voto della città per essere stata esente dalla peste del
1630 - 1631.
E' coronato dalle statue della Madonna, opera marmorea di Saverio Franzi
del 1832, e dai santi promotori del culto mariano: Sant'Iffredo, San
Domenico, il beato Alano de Rupe e San Nicola da Tolentino, in terracotta,
venute a sostituire quelle originarie in legno deterioratesi nel tempo.
Nelle nicchie laterali si situano le immagini dei santi patroni di Cherasco:
S.Virginio e S.ta Euflamia.
3 -
Chiesa di Sant'Agostino
Alla sinistra dell'Arco si può osservare la Chiesa di Sant'Agostino,
costruita nel 1672 sempre dal Boetto, con affreschi del Taricco e dell'Aliberti.
L'icona rappresentante la "Strage degli innocenti" fu dipinta nel 1661
da Bartolomeo Garavoglia di Livorno Vercellese, allievo del Guercino.
Degni di nota sono le statue lignee del Cristo alla colonna dello scultore
Plura di Lugano, il Cristo risorto del Clementi di Torino, la cassa
dell'organo con alcune cariatidi e la grande porta d'ingresso artisticamente
intagliata, del secolo XVII.
L'altare maggiore, infine, è un vero capolavoro dell'arte barocca.
A fianco
della chiesa troviamo il Palazzo Brizio della Veglia, una costruzione
gotica del 1400, avente una facciata con archetti e ornamenti in cotto.
All'altro lato della piazza si osserva il Palazzo Fracassi, che
custodisce i cimeli storici della presenza della Sindone a Cherasco
e del passaggio di Napoleone già esistenti in Palazzo Salmatoris.
4 - Chiesa della Madonna del Popolo
Svoltando a sinistra per via Nostra Signora del Popolo,si ammira la
splendida facciata in cotto della Chiesa della Madonna del Popolo, ultimata
nel 1702 su progetto del pittore e architetto cheraschese Sebastiano
Taricco e sotto la direzione degli architetti Crappa e Rocca (Rocha).
All'interno, preziosi sono gli stucchi di Domenico Beltramelli.
La chiesa è ricchissima di testimonianze d'arte: ai lati del
presbiterio, le due statue lignee (S.Giovanni Evangelista e S.Giuseppe)
del cheraschese Bonanate (metà '700); affreschi dell'Aliberti
(1662 - 1739) sopra l'ingresso e sopra l'altar maggiore; nel presbiterio
due preziose "adorazioni" del lionese Pietro Metey (1728 - 1765), restaurate
nel 1965, provenienti dall'Eremo camaldolese di Selva Maggiore; due
tele di Giovanni Claret (1599 - 1679) e ancora opere del Taricco, di
Giuseppe Barotti, dell'Aliberti e i banchi splendidamente intagliati.
Consacrata a santuario Mariano nel 1988, è ora meta di pellegrinaggi
da tutta Italia.
5 -
Museo Civico
Volgendo le spalle alla chiesa ci si inoltra per via Ospedale ove, al
n.40, si trova il secentesco Palazzo Gotti di Salerano, con un
magnifico portale e pregevole poltrone di rovere intagliato.
Ivi è sistemato il Museo Civico "G.B. Adriani".
In alcune sale affrescate dal Taricco negli anni 1672 - 81, sono sistemati
documenti di storia locale e Piemontese, vari oggeti antichi (statuette,
anfore, urne cinerarie), un medagliere ed una notevole raccolta numismatica
(monete greche, romane, italiane ed estere).
Le raccolte, provenienti da donazione del cheraschese G.B. Adriani,
insigne storico del secolo scorso, sono di straordinaria importanza
per la storia e per la ricostruzione della cultura locale.
Nella sala principale del Palazzo, il Senato piemontese tenne le regolari
sedute durante l'assedio di Torino nel 1706.
Proseguendo per via Ospedale, giunti all'incrocio con via Marconi, si
possono ammirare i due imponenti Palazzi ex-Ferraris di Torre d'Isola
e Marazio, sul lato sud (sede nel 1706 del Supremo Magistrato del
Senato) e, sul lato nord, il Palazzo Aureli di Torricella, già
Galateri di Genola, che vanta uno dei più bei saloni affrescati,
opera del modenese Dallamano (sec. XVIII).
Più oltre, sempre per via Ospedale, si giunge al Palazzo Furno,
quattrocentesco, di forme gotiche nella stupenda facciata in cotto finemente
decorata.
Ritornando verso via Marconi e voltando a destra verso la spaziosa via
Vittorio Emanuele, si costeggia l'antica casa dei Conti Genna di Cocconato,
poi Ghetto degli Ebrei, ora Palazzo Segre, ove ha dimora la antica e
preziosa Sinagoga.
6 -
Palazzo Salmatoris
Attraversando via Vittorio Emanuele, ci si trova di fronte a Palazzo
Salmatoris, detto della "pace".
Fu riedificato negli anni 1616 - 20 dal nobile Giovanni di Audino Salmatoris,
arricchitosi a Lione nel commercio delle sete.
Nel 1631, mentre infuriavano la peste e la guerra, vi si rifugiarono
Vittorio Amedeo I e la moglie Cristina di Francia: qui nello stesso
anno fu conclusa la pace per la successione al ducato di Mantova e nel
1706 vi trovò riparo la S.Sindone decorosamente alloggiata nella
saletta del "silenzio".
Il Palazzo, abbellito a più riprese dagli affreschi del Taricco,
dalla ristrutturazione di Benedetto Nicolis di Robilant (seconda metà
del XVI secolo) e dalle decorazioni del Borra, fu la sede in cui, nel
1796 Napoleone dettò al marchese Costa di Beauregard e al Barone
La Tour, le condizioni di resa incondizionata della monarchia sabauda.
Restaurato in tempi recenti, Palazzo Salmatoris, di proprietà
della città di Cherasco, è ora un importante centro culturale
ed artistico.
7 -
Arco di Porta Narzole
In fondo alla via appare l'Arco di Porta Narzole, costruito alla fine
del XVIII secolo e non terminato, ad imitazione ed in simmetria prospettica
a quello della Madonna del Rosario.
Usciti dall'Arco sul viale, si è giunti al limite del centro
storico, parallelamente al quale si sviluppavano le mura e il fossato.
Nuove mura furono progettate e costruite nel 1610 dall'architetto Ascanio
Vittozzi, quando l'uso delle artiglierie modificò il concetto
stesso di difesa.
In quel momento la città ebbe la struttura a "stella", come il
Borgonio disegnò per il "Theatrum Sabaudiae".
All'inizio del'800, le mura furono definitivamente demolite e a delimitare
il terreno da esse occupato furono disegnati i viali.
8 -
Chiesa di San Pietro
Ritornando sui propri passi e girando per via della Pace si sbocca dinanzi
alla Chiesa di S.Pietro: è il monumento più antico della
città (sec.XIII), costruito coi materiali della chiesa e del
castello di Manzano.
Secondo un modo di fare assai comune, gli abitanti di Cherasco, utilizzarono
materiale di diversa provenienza, così sulla facciata furono
incastonate lapidi e sculture funerarie romane (provenienti da Pollenzo
o da ritrovamenti cheraschesi), arenarie altomedioevali (dalla primitiva
chiesa di Manzano), accanto a soluzioni classicamente romaniche o gotiche
(loggiato ad archetti ciechi, tazze di maiolica verde).
La chiesa ha subito rimaneggiamenti successivi quali lo sfondamento
delle pareti laterali (le cappelle furono costruite nel '700), l'apertura
dei portoni e delle finestre quadrate ai lati.
L'interno è completamente rifatto e purtuttavia conserva un prezioso
affresco nel campanile (datato 1488 ma probabilmente assai più
antico) rappresentante una crocifissione, le quattro grandi tele del
presbiterio e del coro (opera di Giovanni Taricco, nipote del più
celebre Sebastiano, e di Giuseppe Ellena, entrambi cheraschesi).
Da segnalare sono ancora i mobili della sagrestia, i banchi della chiesa
per i preziosi stemmi intagliati e la Cappella della Madonna di Loreto,
terza a sinistra con la statua di G.T.Carlone del 1658.
Volgendo le spalle alla chiesa si osserva il Palazzo di Incisa di
Camerana che nel '700 fu la dimora del pittore Sebastiano Taricco.
9 - Castello
Entrando a sud in via S.Pietro, si sbocca in viale Salmatoris, al termine
del quale appare il castello, costruito da Luchino Visconti nel 1348:
era un imponente edificio a forma quadrata, con torri ai quattro angoli
ed una minore sull'ingresso con ponte levatoio.
Alla destra del castello, si offre al turista una bella passeggiata
lungo il viale dei platani.
Splendida è la vista sulle colline di Novello, La Morra e Vergne.
Si ritorna sui propri passi e percorrendo l'altra parte di viale si
volta a destra per via Voersio e si costeggiano gli ex - bastioni sino
all'incrocio con via Cavour.
A questo punto conviene inoltrarsi fino in Piazza S.Martino per ammirare
la facciata della Chiesa di S.Martino, romanica, del secolo XIII
- XIV.
In alto è murato un antico bassorilievo raffigurante S.Martino,
nel fianco destro è incastrato un frammento di antico pluteo.
10
- Biblioteca Civica
Attraversando via Cavour, si prosegue lungo gli erbosi bastioni fino
al termine ove è possibile deviare per via Monte di Pietà
e visitare al n.43, la Biblioteca Civica "G.B.Adriani".
Sita in un palazzo secentesco affrescato con gli stemmi delle più
importanti famiglie cheraschesi, la biblioteca è ricca di numerosi
volumi antichi, a stampa e manoscritti, e contiene un importante fondo
documentario sulla storia della città.
11 -
Chiesa della Madonna delle Grazie
Ritornando sui bastioni si prosegue sino alla Chiesa della Madonna delle
Grazie (Madonnina) che, eretta nel 1762, a pianta ottagonale, su progetto
di Nicola Vercellone, diede definitiva e pregevole sistemazione ad un
antichissimo pilone (secolo XIII) che recava il venerato affresco della
Madonna, Gesù e S.Giovanni.
Da segnalare ancora una stupenda "crocifissione" di toni molineriani,
due tele del Taricco e dell'Operti e una vasta collezione di ex - voto
(sono 125 e coprono il periodo 1726 - 1927).
Attraversando il giardinetto con i monumenti ai caduti delle due grandi
guerre, e da dove si ammira il vasto panorama di valle Stura con i centri
di Bricco, Roreto, Bra e S.Vittoria, si ritorna sulla piazza Umberto I,
ove ha termine la visita alla città.
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