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Alfonso Ciccarelli é nome che dice poco, forse, in giro per l'Italia,
ma tra Langa e Roero, dalla valle del Belbo alla rocca di Bra passando per
le centotorri albesi, rappresenta un'autorità di tutto rispetto.Si deve infatti a Ciccarelli, medico di Bevagna poi finito, ahimé, sulla forca, il primo trattato dedicato al tubero più misterioso dell'universo. Parliamo di Sua Maestà il tartufo, che Plinio non trovando di meglio definì "callo della terra", il medico arabo Rhazes un ortaggio e Avicenna, altro arabo, un fungo. Di certo, lo sfortunato medico non immaginava il destino formidabile che avrebbe baciato in fronte il suo umile tuber magnatum. Ricchezza massima, insieme al vino, di questa terra, il tartufo, con il suo afrore, é pifferaio per legioni di turisti gastronomi che seguendo una liturgia sacrale, si ritrovano qui nei mesi dei primi freddi per il rito della degustazione. Ma bisogna ricordare che fu l'intuizione di un uomo, Giacomo Morra, ristoratore di gusto, a lanciare il fungo ipogeo alla ribalta della notizia, inviando ogni anno un tartufo gigante ad un personaggio della ribalta mondiale e guadagnando al tartufo d'Alba l'attuale posto in cima alla scala delle richieste golose.
Tavola deliziosa, dunque, vini strepitosi, e poi le città, i paesi,
i castelli, le gioie di un paesaggio unico, il piacere della conversazione
con la gente langhetta e roerina.Alba delle Langhe é madre e regina. Attorno all'antico centro, di struttura ancora medievale assai caratteristica con numerose torre e casetorri disposte a cerchio, la città negli ultimi decenni ha saputo svilupparsi urbanisticamente in modo razionale realizzando un'omogenea continuità tra l'importante passato e la recente crescita economica che l'ha portata in diversi settori, dal vinicolo al tessile, dal dolciario all'editoria, in posizione d'avanguardia. Alba é stata patria di numerosi uomini illustri: l'imperatore romano Elvio Pertinace (192 d.C.), il pittore cinquecentesco Macrino, il ministro Lichele Coppino (1826-1901), l'estroso artista Pinot Gallizio (1902-1964) inventore di nuove forme espressive, lo scrittore Beppe Fenoglio (1922-1963) che, tra l'altro, raccontò nei suoi romanzi i 23 giorni di libertà di Alba nell'autunno del 1944, nel periodo della più dura repressione nazifascista, e l'epopea partigiana su queste colline
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