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La ricerca
Il cane, con il suo muso quasi piantato per terra, scorrazza e annusa
tra i cespugli, ritorna sulle sue orme, annusa ancora: poi, d'improvviso,
come folgorato da un istinto che si ridesta impetuoso, comincia a raspare
e a guaire; accorre il "trifôlaô" e con la zappetta di ferro,
il "sapin" lungo e ricurvo, allarga con delicatezza la piccola buca appena
segnata e con le mani esperte estrae il tartufo e ne fiuta, appagato,
l'intenso e persistente profumo.
La notte gli é amica, perché lo mette al riparo da occhi
indiscreti e di notte i profumi si avvertono meglio ed é più
semplice anche per i cani.
Poi, i "trifôlaô" professionisti, segnano su un taccuino luogo,
epoca, luna e caratteristiche del tartufo, per essere pronti l'anno successivo
ad un nuovo appuntamento.
Il cane da tartufo
Protagonista della ricerca del tartufo é il cane, prezioso quanto
insostituibile.
I cani da tartufo non sono quelli di razza che hanno, nel sangue blu,
mille antichità di blasoni e spesso di mollezze, ma sono cani
da pagliaio, dalle genealogie incerte e confuse, frutto di centinaia
di incroci, che hanno nel naso l'abitudine di fiutarsi attorno a cercare
un po' di cibo.
Cani da tartufo si nasce, ma la scuola aiuta e disciplina gli sforzi.
I "corsi", che cominciano quando finisce l'inverno, durano solo pochi
mesi ma sono severi e soprattutto basati sulla fame.
A forza di tozzi di pane non si ingrassa, ma il cane impara che i tartufi
vanno al padrone.
Con il cane il "trifôlaô" non usa fruste e neppure le botte,
che evita soprattutto quando lo sta educando.
Se il cane é abituato ad essere picchiato, appena avverte il
tartufo scappa come di fronte ad un nemico, perché quel profumo
gli ricorda le percosse e invece deve associarlo al cibo: il tozzo di
pane, ma oggi anche speciali biscotti integrali, concesso a ricompensa
della ricerca.
Il trifôlaô, cioé il cercatore di tartufi
Il trifôlaô é di norma un agricoltore non più
giovane, che occupa il suo tempo autunnale alla caccia perenne dell'esemplare
che diventi storico per peso, forma e profumo.
Si distingue dal cercatore occasionale per come sa muoversi al buio e
confondersi con l'ambiente circostante.
Si racconta di un trifôlaô che, privo di lampada, avendo individuato
con il cane un tartufo in una notte buia, senza luna, nel folto del bosco
e avendo sentore che si trattasse di un magnifico esemplare, per non rovinarlo
non trovò di meglio che coprirlo con le foglie e dormirvi accanto
aspettando l'alba.
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