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Quando al centenario sferisterio "Mermet" di Alba scendono i campioni,
gli appassionati si assiepano ai bordi del campo, è la festa
del pallone elastico, gioco che vive anche di scommesse.
Sport tipico dell'albese, ove potenza, destrezza ed anche astuzia
si confrontano in duelli appassionanti, lunghi e spettacolari.
La palla, battuta e ricacciata
con un pugno saldo, fende l'aria con traiettoria alta o radente
in un ondeggiare di folla in ansia che esplode in un grido di
gioia o di delusione, sempre liberatorio.
Il gioco si svolge tra
due squadre di quattro giocatori: un battitore, una spalla, due
terzini; il battitore crea mito e fascino ed entra nella leggenda
con coloriti soprannomi: Bialera, Madama, Ghindo.
Il campo di gioco in terra battuta è di 90 metri per 18;
la palla è di gomma del diametro di 10 centimetri e 190
grammi di peso, colpita esclusivamente con il pugno fasciato,
al volo o al primo salto.
Affine è la "pantalera"
che si gioca nelle piazze nei cortili di Langa facendo rimbalzare
la palla di battuta sui tetti o su un asse appositamente inclinato;
destrezza e intuizione hanno sovente ragione della potenza.
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