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Il Moscato è sempre identico a se stesso: è il vino della
festa, della gioia, del relax di fine pasto; facile da avvicinare, piacevolmente
fresco, con quella sensazione di dolce che non è mai stucchevole
per il palato, mitigata com'è da una buona acidità e - tipicamente
- da una sottile venatura frizzante.Anche il profumo ne invoglia l'assaggio: i sentori che rimandano alla salvia, al limone, al muschio e ai fiori d'arancio sono sensazioni di grande piacevolezza che affascinavano già gli antichi. La zona di origine del Moscato d'Asti è oggi assai ampia, ricadendo nel territorio delle province di Asti, Alessandria e Cuneo. Proprio le Langhe ad Est di Alba, ne ospitano però una gran parte: lì trovano infatti un habitat ideale ben 4000 dei 9000 ettari complessivi di vigneto a Moscato bianco, un'uva destinata per lo più ad essere trasformata in vino base per la produzione dell'Asti Spumante, lo spumante dolce di qualità più celebre nel mondo. Da qualche anno, però, un numero crescente di produttori allo spumante prferisce proprio il Moscato d'Asti della tradizione, appena frizzante, elaborato con grande cura ed adeguata tecnologia, con risultati che hanno rapidamente ottenuto grandi consensi, conquistando uno spazio sempre maggiore all'interno del mercato e con un'immagine di grande qualità. Di colore paglierino o giallo dorato mediamente intenso, é vino dolce, di moderata alcolicità da bersi assolutamente non invecchiato. E' il vitigno più antico del Piemonte, già conosciuto ai tempi dei Romani per i suoi acini particolarmente dolci. La terra d'elezione é quella delle valli Belbo e Tinella con estensioni della produzione nelle province d'Asti e d'Alessandria. Temperatura di servizio: 8' - 10'C. Denominazione
di Origine Controllata D.P.R. 9.7.1967. |
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