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Sulle colline che circondano Dogliani la vite di Dolcetto trova
condizioni di grande favore e realizza - a dire dei più -
quella che può essere definita l'espressione più compiuta
dei caratteri di freschezza e di fragranza del vino.
Il Dolcetto di Dogliani si
ripropone, così, nel calice, giovane rosso rubino con riflessi
violetti, fine ed elegante di aromi, fresco di acidità e
piacevole per quel retrogusto di mandorla che ne caratterizza l'assaggio.
Vino caro al Presidente Einaudi, che ne fu convinto estimatore ed
accorto produttore, conta oggi una produzione di poco superiore
ai 2 milioni di bottiglie annue.
Da bersi generalmente entro l'anno di produzione.
Temperatura di servizio: 16' - 18'C.
Denominazione
di Origine Controllata D.P.R. 26.6.1974.
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