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L'anima piemontese di Bra, la si può incontrare aggirandosi senza
fretta per il centro storico alla ricerca di una pasticceria foderata
di specchi e profumata di savoiardi ed anicini, ascoltando i discorsi,
intessuti di pacata ironia, degli abitudinari dei caffè di via
Cavour, il salotto buono della città.Quel che non è cambiato - passione antica - è l'attaccamento agli "autìn" di famiglia, le vigne abbarbicate alle colline, la cui produzione di un vino di uve bardotte è da sempre, solo un pretesto per meditazioni gastronomiche intorno ai frutti stagionali degli orti già conosciuti dai Cesari: peperoni, cardi e cavoli per la "bagne càude invernali; ravanelli, sedani, aglietti per i pinzimoni estivi. Dall'alto
dei colli, si può leggere l'intera storia urbanistica della città,
lasciando correre lo sguardo dagli antichi episodi architettonici alle
moderne ciminiere.
Al turista
si consiglia di passeggiare per C.so Garibaldi, con il lungo portico
- l'Ala - sede del pittoresco mercato del venerdì e chiuso dal
Palazzo Municipale del Vittone, di andar per vetrine in via Vittorio
o in via Cavour, di visitare il ricchissimo Museo di Scienze Naturali
fondato, a metà dell'800, dai fratelli Craveri, esploratori,
geografi, promotori del Club Alpino. |
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