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dal 1142 un piccolo regno, il Marchesato di Saluzzo,
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| Antico
Palazzo comunale |
fondo'
la sua indipendenza su una accorta politica di alleanze e di matrimoni
tra Francia e Savoia. La sua corte, splendida e ricca, ci parla
attraverso quei tesori tardogotici che forgiarono il suo momento
piu' felice.Le sue terre si distendono come una sghemba mezza luna
che risplende di luci: sono i castelli, le abbazie, i borghi e le
pievi... Ecco lassù, fra i monti piu' impervi, i'incanto
segreto degli affreschi di Elva... laggiu', fra i campi di grano,
la spirituale medievale atmosfera dell'Abbazia di Staffarda... là
i castelli di Lagnasco, Castellar, Manta e Costigliole incoronare
da ogni poggio la pianura trapunta di campi lavorati. .. infine
Saluzzo, la capitale del piccolo scrigno offrirsi al tuo sguardo
curioso con scorci improvvisi. Basterà passeggiare fra le
sue antiche mura, lasciarsi guidare verso la Castiglia, i palazzi
affrescati, il museo di Casa Cavassa,
il gioiello gotico della chiesa di San Giovanni... Sfoglia un atlante
e scopri il Marchesato di Saluzzo.
IL
CASTELLO
Il Castello, detto dai Saluzzesi "la Castiglia", venne
costruito nel 1270 dal Marchese Tommaso I al vertice del Borgo superiore,
che distendeva il proprio irregolare agglomerato sulle pendici della
collina giù fino all'antichissima Pieve di Santa Maria nella
piana. Nel 1492 Ludovico II, per l'arrivo della seconda moglie Margherità
di Foix, giovanissima e raffinata francese, lo ristrutturò,
rinnovandone splendidamente l'arredamento e le decorazioni "
a grisaille"di soggetto profano ed aggiungendo il giardino
ed il nuovo torrione rotondo. Con la fine del Marchesato di Saluzzo
(1601), iniziò la decadenza e tra il 1821 e il 1825 l'antica
dimora signorile, omai ridotta a romantica rovina cantata dalla
poetessa Diodata Saluzzo- Roero, venne radicalmente ed irrimediabilmente
trasformata per essere adattata a carcere. Rimasto tale fino al
1992, è ora in attesa di recupero per nuove e più
consone destinazioni.
Tratto
da "Le terre del Marchesato"
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