Il
castello di Fossano è strettamente legato all’origine
stessa della città, sorta nel XII secolo come descrive
Emanule Morozzo della Rocca: "…assai comunelli
(molti paesi piccoli – ndr) e baroni posti tra il Marchesato
di Saluzzo, il comune di Savigliano e quello di Asti avevano
concepito di fare una nuova città e di munirla di forti
mura, per assicurarsi contro i continui attentati di costoro
alla loro libertà…". Nel 1324 gli Acaja
distrussero il vecchio castello e ne costruirono uno nuovo,
con forma a quadrilatero, su tre piani circondato da quattro
torri, tutt’intorno si scavò un profondo fossato
e al di là del fossato si eressero ulteriori mura e
bastioni. Gli Acaja tennero il castello sino al 1418, anno
in cui con la morte di Ludovico si estinse il ramo; castello
e paese passarono così ad Amedeo VIII di Savoia. Negli
anni 1585 e 1594, su progetti dell’architetto fossanese
Alessandro Tesauro, il castello subì le prime ristrutturazioni.
Tra il 1600 e il 1700, il castello fu ritrovo di incontri
sia culturali che mondani della Casa Savoia; sovente si allestirono
spettacoli e danze. Negli anni della repressione cattolica
contro i Valdesi fu trasformato in duro carcere. Nel 1800
venne adibito a caserma; in quest’occasione si costruì
sul fianco un grande fabbricato. Le varie trasformazioni a
cui fu soggetto nei vari secoli, provocarono gravi danni alle
opere d’arte ivi contenute, quali affreschi, arredi,
bifore, ecc; solamente nei nostri anni ’80, grazie al
meticoloso lavoro di recupero svolto dalla Sovrintendenza
ai Monumenti, molta della sua bellezza, seppur austera, è
tornata a risplendere.
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