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IL PO

II Po, il fiume più lungo d'Italia, nasce in Piemonte, precisamente dal Monviso, che è la più alta cima delle Alpi Cozie. Il primo tratto del suo corso è molto impetuoso: in soli 30 chilometri raggiunge la pianura, superando un dislivello di circa 1700 metri. In sepuito il corso del fiume si fa più tranquillo, ma anche più imponente, grazie all'apporto di acqua da parte dei suoi numerosi affluenti. Il Po attraversa la città di Torino, di cui costituisce uno degli aspetti più caratteristici. Lungo il corso del Po è possibile trovare am-
bienti di grande interesse. Uno di questi è proprio la sorgente del grande fiume. Questa località, chiamata Pian del Re, si trova a 2020 metri di altezza ed è un piano acquitrinoso, solcato da numerosi ruscelletti provenienti dai rilievi circostanti. Vi cresce una vegetazione caratteristica delle zone palustri alpine, che merita di essere conservata perché questo tipo di ambiente è ovunque minacciato di distruzione. La Federazione Pro Natura ha recentemente stipulato un accordo con il Ministero per l'Ambiente al fine di giungere a proteggere e a valorizzare adeguatamente questa interessante zona.
Raggiunta la pianura, il corso del Po da origine a numerose lanche (diramazioni laterali senza sbocco, in cui l'acqua è perciò praticamente stagnante). In queste zone sono presenti una fauna e una flora di grande interesse e di cui si parla diffusamente nel capitolo dedicato alle zone umide.
Purtroppo la salute del Po non è molto buona. Le sue acque sono ancora inquinate, sebbene molto si sia fatto negli ultimi anni per ridurre gli scarichi nel fiume. Il disboscamento delle montagne riduce la capacità di trattenimento delle acque piovane e rende frequenti improvvisi aumenti nel livello delle acque. Queste piene, oltre ad allagare la pianura circostante, hanno conseguenze a volte molto gravi sulla fauna e sulla flora che vivono sulle rive del fiume. Infine, la diffusione dell'agricoltura (soprattutto la coltivazione dei pioppi) sta distruggendo anche gli ultimi tratti di sponde rimasti intatti. Ma il pericolo più grande è rappresentato dalle cave, che estraggono sabbia dal fondo del fiume modificando la velocità di scorrimento delle acque e quindi la sua capacità erosiva. Per ovviare a questo inconveniente si procede allora a rinforzare le sponde con blocchi di cemento, tanto distruttivi quanto esteticamente orribili. L'intero corso del Po nel territorio piemontese è stato inserito nel piano dei parchi redatto dalla Regione. Ciò vuoi dire che, forse, la zona diventerà un parco naturale e sarà così salvaguardata in maniera, si spera, efficace. Tra i numerosi affluenti del Po, merita un cenno il Ticino, fiume che ha origine dal Lago Maggiore e che costituisce, per un lungo tratto, il confine tra Piemonte e Lombardia. Il Ticino presenta numerosi motivi di interesse: anse, isole e lanche spesso ancora circondate da una ricca vegetazione spontanea. Entrambe le sponde del fiume sono vincolate come parco naturale dalle due regioni rivierasche. La vegetazione tipica delle sponde del Ticino comprende farnie, olmi (genere Ulmus), salici e ontani che devono però essere difesi dall'invadenza delle coltivazioni di pioppi. Ricca anche la fauna, che comprende soprattutto uccelli acquatici: aironi (famiglia Ardeidae), tarabusi (Bofaurus stellari*), garzette (Egretta garzet-ta), nitticore (Nycticorax nycticorax), nonché numerosi Anatidi.
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