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LA
PIANURA
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Essendo
il Piemonte una regione prevalentemente montuosa, le zone di
pianura non sono molto vaste. Si tratta dell'estremità
occidentale della pianura padana, che nella regione assume una
forma a semicerchio e che comprende, all'interno, i rilievi
collinari delle Langhe e del Monferrato.
La pianura padana è stata formata dall'azione del fiume
Po, il quale ha trasportato tonnellate e tonnellate di detriti,
che hanno a poco a poco colmato il mare che un tempo occupava
il posto dove ora c'è la pianura padana. La pianura piemontese
può distinguersi in alta e bassa. La prima, localmente
chiamata « vauda » nel Canavese e « baraggia
» nel vercellese, è poco fertile perché
costituita da un terreno piuttosto grossolano e quindi spesso
arido. La pianura bassa, più prossima al fiume
Po, è invece molto fertile e pertanto coltivata in maniera
intensiva.
Nella pianura padana non restano ormai che poche tracce dei
boschi sterminati che fino a non molto tempo fa la ricoprivano
quasi integralmente. La costruzione di città e strade,
ma soprattutto il taglio degli alberi per ricavare terreno agricolo,
hanno quasi distrutto questo grande patrimonio.
Le poche zone rimaste a testimonianza del passato devono la
loro sopravvivenza soprattutto a motivi di carattere storico.
Così quello che oggi è il parco regionale della
Mandria (alle porte di Torino) si è conservato grazie
al fatto di essere stata una riserva reale di caccia dei Savoia,
poi ceduta ai Medici del Vascello ed infine acquistata dalla
Regione Piemonte. Un discorso molto simile riguarda i boschi
di Racconigi e Stupinigi (anche in questi casi si tratta infatti
di vecchie tenute reali), mentre il bosco della Partecipanza
(nei pressi di Trino Vercellese) non è stato raso al
suolo grazie all'attività di un consorzio per la gestione
del bosco, esistente fin dal XIII secolo e di cui fanno parte
le famiglie del luogo. Un cenno ancora all'oasi di Rocchetta
Tanaro, unica area dell'Astigiano in cui è possibile
trovare in quantità querce (genere Quercus) di alto fusto.
Mentre le zone della pianura alta sono caratterizzate dalla
presenza di arbusti, cui si accompagnano querce e rari castagni
(Castanea saliva), gli alberi più rappresentativi dei
boschi della pianura bassa sono le querce: farnia (Quercus robur),
rovere (Quercus petraea), roverella (Quercus pubescens) e, limitatamente
a certe aree, cerro (Quercus cerris). Ad esse fanno compagnia
aceri (genere Acer), carpini (Carpinus betulus), frassini (Fraxinus
excel-sior), e nelle zone più umide, salici (genere Salix)
e ontani neri (Alnus glutinosa). Un discorso a parte merita
la robinia (Robinia pseudacacia), specie di origine americana
introdotta in Europa nella prima metà del XVII secolo,
ma poi diffusasi ovunque, tanto da diventare una vera e propria
pianta infestante.
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