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L'APPENNINO


Nella parte meridionale del Piemonte corre la catena appenninica, che viene condivisa con la confinante Liguria. Si tratta di montagne non molto alte, le cui cime raggiungono al massimo quote vicine ai 1500 metri. Esse però costituiscono un insieme di elevato interesse naturalistico, grazie alla ridotta presenza umana. Sull'Appennino piemontese è localizzato uno dei vari parchi naturali regionali, quello delle Capanne di Marcarolo, la cui realizzazione segna purtroppo il passo. Le specie arboree più diffuse nella zona sono il castagno e le querce (roverella e rovere), cui subentra il faggio alle quote più elevate; non mancano estesi rimboschimenti a pino nero (Pinus nigra), più o meno danneggiati da incendi dolosi o stroncature causate dalla gala-verna e dalla neve, acquosa e pesante, tipica dei rilievi prossimi al mare, che cade sulla zona.
Tra la fauna appenninica, di eccezionale interesse è la presenza del lupo (Canis lupus), riscontrata, a partire dal 1985, nella vai Berbera, in provincia di Alessandria (al confine con l'Emilia e la Liguria). In questa zona il primo esemplare ucciso fu una piccola lupa di sei mesi; i dati raccolti portano a concludere che sia presente un gruppo di cinque esemplari, probabilmente un nucleo familiare. La presenza del lupo è un evento di grandissimo valore: il lupo, come tutti gli altri grandi predatori quali l'orso (Ursus arctos) e la linee (Lmx linx) è da tempo scomparso dal Piemonte: un suo ritorno sarebbe auspicabile in quanto nella sua qualità di super-predatore costituisce un anello molto importante della catena alimentare.
Il lupo teme l'uomo e lo evita per quanto possibile, per cui sono infondati i timori circa possibili aggressioni. Anche le stragi di animali domestici, di cui spesso il lupo è accusato, sono di solito opera di cani rinselvatichiti (Ca-nis familiaris), più abituati all'uomo e quindi meno timorosi di venirne a contatto. A questo proposito non sarà male ricordare che di fronte ad una popolazione in Italia di 220-250 lupi sull'Appennino, nel nostro paese stime autorevoli fanno risalire a ben 200.000 i cani randagi e a 80.000 quelli rinselvatichiti. Altre presenze faunistiche di rilievo sono quelle del cinghiale e, tra gli uccelli, della pernice rossa.


 
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