II Piemonte è una regione prevalentemente montuosa: quasi metà
del suo territorio si trova infatti ad una quota superiore ai 600
metri. Le montagne circondano il Piemonte da tre lati: soltanto verso
est il territorio si apre alla pianura padana.
Verso sud corre la catena degli Appennini, che proprio al confine
tra Piemonte e Liguria inizia un percorso che la porterà fino
all'estremità meridionale dell'Italia. A ovest e a nord vi
sono invece le Alpi: più di 800 km di catene montuose che comprendono
i più alti massicci d'Europa, quali il Monte Bianco (m 4810),
il Monte Rosa (m 4633), il Cervino (m 4476) e il Gran Paradiso (m
4061). Le Alpi cominciano dal Colle di Cadibona, sopra Savona, e,
limitatamente alla parte piemontese, si dividono in Marittime (fino
al Colle di Tenda), Cozie (fino al Moncenisio), Graie (fino al Col
Ferrei, in vai d'Aosta) e Pennine. L'arco alpino piemontese è
caratterizzato da
ripidità dei pendii e severità dei paesaggi, al contrario
di quanto succede sui versanti francese e svizzero, molto più
dolci e meno scoscesi. Nel panorama piemontese sono infatti quasi
assenti le prealpi, che caratterizzano invece il paesaggio lombardo.
Esistono soltanto alcuni rilievi che fanno da gradino intermedio tra
le Alpi vere e proprie e le pianure: tali sono, ad esempio, le colline
che si trovano sopra Biella, nel Canavese e nei pressi di Saluzzo.
Numerosi sono i ghiacciai delle Alpi: nel solo territorio piemontese
se ne contano circa 200, alcuni dei quali di grandi dimensioni. Un
tempo i ghiacciai erano molto più estesi: il ghiacciaio della
vai di Susa, ad esempio, arrivava fino a Rivoli, alle porte di Torino,
mentre quello della vai d'Aosta lambiva il luogo ove oggi sorge la
città di Ivrea. A testimonianza dell'antica presenza dei ghiacciai
sono rimaste le morene, colline a forma di semicerchio originate da
massi, pietre e sabbia trasportati dai ghiacciai durante i loro movimenti.
La collina morenica di Rivoli e quella di Ivrea sono tra le più
interessanti di tutto l'arco l'alpino: addirittura il muraglione della
Serra, che si sviluppa per 25 km ad est di Ivrea, non ha paragoni
in tutta l'Europa.
Sulla Serra d'Ivrea si trova un ambiente molto suggestivo e meritevole
di una visita: è situato sulle propaggini nord-orientali della
grande morena e si chiama « La Bessa ». È un enorme
cumulo di ciottoli, residuo delle attività estrattive effettuate
al tempo dei Romani, alla ricerca dell'oro di cui la zona era ricca.
Il grande interesse archeologico della Bessa ne ha suggerito l'inclusione
in una riserva naturale.
Non molto lontano dalla Serra d'Ivrea, precisamente sulle colline
che dividono Pollone da Biella, si trova un'altra riserva naturale:
il giardino della Burcina. Si tratta, in realtà, di un ambiente
realizzato dall'uomo, che ha però un grande interesse, soprattutto
per la collezione vivente di rododendri provenienti da ogni parte
del mondo.
|