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Gruppo Saint Gobain, in programma un importante incontro |
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Giorno importante per Sekurit, Euroveder e Sicurglass
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Due manager e una delegazione delle Rsu a confronto sul futuro di Sekurit, Euroveder e Sicurglass
San defendente di Cervasca -
Oggi è in programma un incontro importante tra i vertici della Saint Gobain e i sindacati. Sul tavolo il futuro degli stabilimenti del gruppo presenti in Provincia di Cuneo: Sekurit (Savigliano), Euroveder e Sicurglass (Cervasca). I manager Jean Pierre Floris e Moser parleranno con le sigle sindacali e le Rsu per arrivare ad un accordo. Quattro i possibili scenari: lasciare la situazione come è adesso, accorpare gli stabilimenti di Cervasca a quello di Savigliano, portare alla Sekurit solo la Sicurglass, e spostare la Sekurit a Cervasca per avere un polo unico. I sindacati hanno preparato un documento dove spiegano come un accorpamento non sia la soluzione giusta. La preoccupazione di arrivare a questo punto si è avvertita anche nel corteo che circa cento lavoratori hanno organizzato sabato scorso a Cuneo. I numeri parlano chiaro: la riduzione di personale c'è stata. All'Euroveder si è passati da 253 effettivi a 210 (150 al lavoro e 60 in cassa integrazione), alla Sicurglass ci sono 112 dipendenti (erano 130), e alla Sekurit, che ha rischiato la chiusura, ora lavorano 100 persone (più 91 in cassa. Prima della crisi gli effettivi erano 247). Non mancano le prime reazioni politiche. “Nella vertenza Saint Gobain il grande assente è la Regione, che conferma di interessarsi solo dei problemi torinesi, trascurando le altre zone del Piemonte”. Pietro Francesco Toselli, consigliere regionale Pdl, è molto critico con la Giunta Bresso perché non prende una netta posizione a difesa dell’occupazione minacciata dai progetti della multinazionale francese del vetro. “Da giorni si parla di ipotesi di accorpamento o di chiusura di uno o due siti produttivi, dei tre presenti nel Cuneese – dice Toselli – ma dalla Giunta Bresso non si è levata neppure una voce per chiedere all’azienda di chiarire i propri intenti. Si sono mosse le istituzioni locali, in primo luogo la Provincia, e i sindacati, ma non la Regione che sembra ignorare il rischio occupazionale per centinaia di addetti”. Sulla vicenda Saint Gobain, che ha sedi produttive a Savigliano e Cervasca, Toselli afferma: “E’ venuto il momento che anche le multinazionali abbiano un po’ di rispetto del lavoro dei nostri operai e impiegati. Gli stabilimenti cuneesi per anni e anni hanno prodotto reddito e lavorato in modo eccellente; ora che c’è la crisi vengono sacrificati alla riorganizzazione decisa nel quartier generale all’estero. Le istituzioni non possono accettare tale modo di operare. Per questo l’azienda deve trovare al tavolo un ente autorevole come la Regione, a fianco degli enti locali, per dire basta ai ripetuti tentativi di ridimensionamento che ormai da mesi tengono in sospeso gli operai e le loro famiglie”. “Di fronte a questa strategia – conclude Toselli – il peggio sarebbe dividerci tra chi spera di beneficiare della riorganizzazione e chi teme di pagarla. Bisogna restare invece uniti, rispondendo in modo determinato ai tentativi di ridurre l’occupazione da parte della proprietà”.
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