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Borgo
di San Lorenzo
Nel quartiere di San Lorenzo; nobile per
eccellenza, è uno dei più antichi
della città. Qui, al suono della campana
maggiore, si riunivano i capi famiglia per deliberare
su questioni importanti; sulle logge della Cattedrale
tenevano consiglio i Reggitori del Comune.
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Borgo
di San Martino
Nel quartiere si San Giovanni; prende il nome
da una delle porte d'accesso alla città,
quella di San Martino, che chiudeva la strada per
le langhe e la liguria; attraverso questa transitavano
tutte le merci che li albesi acquisivano sui mercati
d'oltremare e quelle che ivi erano esportate. |
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Borgo
dei Brichet
Nel quartiere si San Giovanni; l'origine del
suo nome è tuttora assai discussa. C'è
chi lo fa derivare da un piccolo monticello (brichet)
che anticamente sorgeva sulla piazza principale
e chi invece sostiene che il suo nome provenga da
industrie per la lavorazione dello zolfo. |
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Borgo
dei Patin e del Tesor
Nel quartiere si San Biagio; nome scelto dai
borghigiani per indicare la solidità economica
e al tempo stesso l'attaccamento ai lavori, anche
più umili, come poteva essere ad esempio
la fabbricazione delle ciabatte. Può vantare
origini preistoriche. |
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Borgo
del fumo
Il territorio era anticamente compreso
della Camparia del Vivaro, una delle sette in
cui erano state suddivise le terre fuori dalle
mura. Il suo nome è in riferimento alle
numerose fornaci che sin dall'epoca romana erano
operanti in questa zona.
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Borgo
delle Rane
Popolato da pescatori, il quartiere di San
Giovanni comprendeva numerose osterie e tavernte
che spillavano quattrini alle milizie di stanza
nella guarigione preposta alla difesa del "castrum
vetus", l'antico castello di Alba. Il borgo
ha preso il nome dal Club dei ranocchi, una di quelle
allegre brigate che negli anni '30 pensavano prima
di tutto a divertirsi. |
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Borgo
della Moretta
Nella camparia della Cherasca fin dall'inizio
del secolo scorso, le corse di cavalli che si tenevano
in Alba percorrevano la strada maestra di questo
borgo. La sua importanza crebbe nel XVII secolo
quando, dopo la tremenda peste del 1630, venne eretto
in quel luogo un pilone votivo inglobato più
tardi in una cappella ed ora in un santuario. |
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Borgo
di Santa Barbara
Il territorio, soggetto in una buona parte
ai Conti Ratti di Montersino, che faceva parte della
Camparia della Cherasca ed i suoi abitanti erano
in massima parte dediti all'agricoltura. Nel borgo
si trova il tempietto di Santa Margherita che risale
all'inizio del secolo XIV. |
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Borgo
di Santa Rosalia
Nella suddivisione dei territori fuori le mura,
il Libro della Catena lo indica come facente parte
della Camparia di Monfrario. Nel 1736 fu staccato
dal Comune ed eretto in feudo nobile; la città
lo acquistò nel 1742 con diritto di nominarne
il Podestà. |
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Sbandieratori
di Alba
Gli sbandieratori di Alba Vettore pubblicitario
della rievocazione storica del "Palio degli
Asini" e promotori della cultura e della enogastronomia
albese. Il Gruppo Sbandieratori Città di
Alba è costituito da 50 elementi suddivisi
tra alfieri, tamburini, chiarine, e portavessilli.
I portacolori albesi hanno presenziato a numerose
manifestazioni storico-rievocative sia in Italia
che all'Estero. |
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