Napoleone e
il Piemonte
Napoleone scende in Italia nel marzo
1796 e nel mese successivo la conquista del Piemonte è terminata.
In una lettera al Direttorio Esecutivo, scritta dal Quartier
Generale di Cherasco e datata 27 aprile 1796, Bonaparte scrive:
Alba est a nous; j'ai donne l'ordre au generai Augereau d'y
jeter sur-le-champ plu-sieursponts de bateaux, afin de pouvoir
pas-ser
le Tanaro qui est d'une largeur et d'une rapidité considérables.
Nous sommes tei dans le plus beau pays de la terre.
Da:
N. BONAPARTE, Correspondance generale publiée par
la Fondation Napoléon. Tome I, Les apprentissages 1784-1797.
Paris, Fayard, 2004
Alla conquista territoriale si affianca un concreto interesse
per l'arte, considerata da Napoleone un prezioso strumento
di propaganda, come è testimoniato dalle numerose opere in
scultura e pittura da lui commissionate ad artisti celebri. Nell'impresa
di spoliazione del patrimonio artistico europeo, e in particolare
italiano, Napoleone si affida alle "guide d'arte" compilate
in quegli anni per i Grand Tour degli intellettuali. L'attenzionf
verso l'arte piemontese si rivolse soprattutto alle residenze
sabaude; il fenomeno della dispersione, conseguente alle soppressioni
degli ordini monastici, fu comunque di un certo rilievo.
L'esito del fenomeno napoleonico fu un mutamento significativo
nella fruizione dell'arte, ammirata non più soltanto
nelle chiese, ma in nuovi spazi aperti al pubblico: i musei.
