venerd́ 4 luglio 2008

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Napoleone e il Piemonte

Napoleone scende in Italia nel marzo 1796 e nel mese successivo la conquista del Piemonte è terminata.
In una lettera al Direttorio Esecutivo, scritta dal Quartier Generale di Cherasco e datata 27 aprile 1796, Bonaparte scrive:
Alba est a nous; j'ai donne l'ordre au generai Augereau d'y jeter sur-le-champ plu-sieursponts de bateaux, afin de pouvoir pas-ser le Tanaro qui est d'une largeur et d'une rapidité considérables. Nous sommes tei dans le plus beau pays de la terre.

Da: N. BONAPARTE, Correspondance generale publiée par la Fondation Napoléon. Tome I, Les apprentissages 1784-1797. Paris, Fayard, 2004


Alla conquista territoriale si affianca un concreto interesse per l'arte, considerata da Napoleone un prezioso strumento di propaganda, come è testimoniato dalle numerose opere in scultura e pittura da lui commissionate ad artisti celebri. Nell'impresa di spoliazione del patrimonio artistico europeo, e in particolare italiano, Napoleone si affida alle "guide d'arte" compilate in quegli anni per i Grand Tour degli intellettuali. L'attenzionf verso l'arte piemontese si rivolse soprattutto alle residenze sabaude; il fenomeno della dispersione, conseguente alle soppressioni degli ordini monastici, fu comunque di un certo rilievo.
L'esito del fenomeno napoleonico fu un mutamento significativo nella fruizione dell'arte, ammirata non più soltanto nelle chiese, ma in nuovi spazi aperti al pubblico: i musei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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