
Cherasco
ha una posizione naturalmente strategica, dato che sorge
su su un’altura circondata dalla Stura di
Demonte. La fondazione del castello sarebbe coeva alla fondazione
della città quando il marchese Manfredi Lancia, nel
1243, ordinò la sua costruzione in un’area che
già in epoca romana era stata abitata con il nome
di Clarascum. Nel 1348 Luchino Visconti, duca di
Milano, dopo Asti e Bra, pose sotto assedio anche Cherasco.
Vinta la città, procedette a lavori di fortificazione,
demolì l'antica struttura, posizionato all’angolo
sud dell’abitato, per ricostruirla quasi interamente.
Questo edificio interamente in cotto, si presentava con una
struttura quadrangolare dotata di ponte levatoio, con torri
poste ai lati e una torre più piccola a protezione
dell’ingresso.
Cherasco entrò a far parte dei beni dati in dote alla
figlia di Gian Galeazzo Visconti, Valentina, andata in sposa
a Luigi d’Orleans, fratello di Carlo VII di Francia.
Con il trattato di Cambrai del 1529
si
stabilì che
la città tornasse ai Savoia, ma il periodo di pace
fu presto interrotto in quanto il sito fu aspramente conteso
sia dai Francesi che dagli Spagnoli. Il trattato di Cateau-Cambrésis
sancì il definitivo possesso della casata piemontese
dei Savoia, che qui trovò più volte rifugio:
tra l'altro nel 1630 mentre divampava la peste, e ancora
nel 1706 per sfuggire ai Francesi. Napoleone stesso si fermò a
Cherasco e prese alloggio presso Palazzo Salmatoris.
All'inizio del 1900 l'Architetto Alfredo d'Andrade lo ristrutturò come
appare ai giorni nostri.
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