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città di Alba è suddivisa in nove borghi, di cui il Borgo
del Fumo è quello più esteso e più popolato.
Il Territorio del Borgo
del Fumo era anticamente compreso nella Camparia del Vivaro,
una delle sette Camparie in cui erano suddivise le terre
al di fuori della cinta muraria sulla direttrice che univa
Alba con i maggiori produttori di vino.
Il nome del Borgo è in
riferimento alle numerose fornaci che fin dal tempo della
Repubblica di Roma erano operanti in questa zona.
I simboli del Borgo
presenti sullo scudo e sullo stendardo sono: il
sole e la stella che accompagnavano i viandanti nei loro
viaggi in pellegrinaggio; la
ciminiera con il fumo per le numerose fornaci operanti
nella zona e il drago ad indicare il carattere della gente
come segno di forza e irruenza a causa delle numerose
battaglie combattute con le popolazioni delle terre del
Barolo.
Gli smalti del borgo sono
l'oro e il rosso.
Il Borgo del fumo ha vinto
due volte il Palio degli Asini: nel 1968 e bel 1970 con
la famosa asina "Gilda".
I personaggi che caratterizzano
le sfilate storiche in costume, rispettanti i canoni del
1300 sono: i Signori del Borgo, Messer Oddone dei Conti
di Cassiano e Madonna Violante e l'abbate Bartolomeo di
Sparavaglia dell'Abbazia di San Frontiniano accompagnati
da un corteo di nobili e armati e dall'esibizione coreografica
del Gruppo sbandieratori e musici del Borgo.
Il Borgo del Fumo è infatti
uno dei borghi della Città di Alba che vanta un Gruppo
di Sbandieratori e Musici attivo sia nelle manifestazioni
della Fiera del Tartufo sia negli spettacoli organizzati
dai paesi limitrofi.
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