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Tra
la fine del secolo scorso e l 'inizio dell'attuale si sviluppò
un numero consistente di industrie dolciarie, soprattutto
cioccolatiere, interessate a questo prodotto, così
il commercio delle nocciole piemontesi, preferite anche dalle
industrie europee per le ottime caratteristiche organolettiche,
stimolò la coltivazione, facendo nascere i primi noccioleti
in coltura principale.
Tuttavia,
la mancanza di precise cognizioni tecniche c la radicata convinzione
che questo tipo di piantagioni richiedesse scarse cure colturali
determinarono tutta una serie di problemi: l 'eccessiva densità
degli impianti, la carenza di concimazioni, la mancanza di
potature adeguate e, spesso, la sommaria scelta degli ambienti
di coltura fecero si che la produttività degli impianti
procedesse a fasi alterne, nonostante il diffondersi della
coltura in un'ampia fascia collinare tra i 250 ed i 700 metri
s. l. m.
E'
soltanto dagli anni'30 che la corilicoltura nelle Langhe ha
cominciato a trasformarsi, adattandosi gradualmente alle nuove
conoscenze sulle esigenze delle piante in rapporto all'ambiente,
sulla opportuna scelta dei terreni, dei sesti d'impianto e
delle tecniche colturali come concimazioni, lavorazioni del
suolo, potature.
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