venerd́ 4 luglio 2008

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Tonda Gentile: La storia  
Fino alla metà dell'800 la coltivazione della nocciola "Tonda Gentile" delle Langhe era condotta a sistema promiscuo con le altre colture aziendali, cosicché in un'area di coltivazione apparentemente molto diffusa si otteneva in realtà una produzione estremamente limitata, destinata quasi esclusivamente all'autoconsumo oppure a piccole attività artigianali di pasticceria.

Tra la fine del secolo scorso e l 'inizio dell'attuale si sviluppò un numero consistente di industrie dolciarie, soprattutto cioccolatiere, interessate a questo prodotto, così il commercio delle nocciole piemontesi, preferite anche dalle industrie europee per le ottime caratteristiche organolettiche, stimolò la coltivazione, facendo nascere i primi noccioleti in coltura principale.

Tuttavia, la mancanza di precise cognizioni tecniche c la radicata convinzione che questo tipo di piantagioni richiedesse scarse cure colturali determinarono tutta una serie di problemi: l 'eccessiva densità degli impianti, la carenza di concimazioni, la mancanza di potature adeguate e, spesso, la sommaria scelta degli ambienti di coltura fecero si che la produttività degli impianti procedesse a fasi alterne, nonostante il diffondersi della coltura in un'ampia fascia collinare tra i 250 ed i 700 metri s. l. m.

E' soltanto dagli anni'30 che la corilicoltura nelle Langhe ha cominciato a trasformarsi, adattandosi gradualmente alle nuove conoscenze sulle esigenze delle piante in rapporto all'ambiente, sulla opportuna scelta dei terreni, dei sesti d'impianto e delle tecniche colturali come concimazioni, lavorazioni del suolo, potature.


tratto da: CnCamera di Commercio

 

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