Barolo
ha non un castello ma due: il castello Falletti (o castello
Comunale) e il castello della Volta.
Il
primo è situato
al centro del paese, il secondo sul crinale che conduce da
Novello a La Morra sfiorando Vergne, a poche centinaia di
metri in linea d'aria: di fatto, i due castelli si guardano.
Erano entrambi di proprietà della famiglia Falletti:
il Castello della Volta, grazie alla sua posizione, fu senz'altro
quello più importante in termini strategici.
La storia del castello Falletti si ritiene
avere inizio, vista l'assenza di documenti storici sulla
sua nascita, nel decimo secolo, quando Berengario I consentì al
feudatario locale l'erezione di una difesa efficace contro
le frequentissime scorrerie degli Ungari prima e dei Saraceni
poi. Di quella struttura originaria rimane ben poco: il mastio,
ancora oggi visibile, fa parte di essa. La prima testimonianza
scritta risale
al '200 in un atto di cessione di proprietà da
parte dei signori di Marcenasco in favore del comune di Alba
che, pochi anni dopo, lo cedette ai Falletti che lo ristrutturarono
e ne fecero dimora stabile di un ramo del casato. Nel 1544
fu fatto "rovinare" e saccheggiare dal governatore
francese della vicina Cherasco nel corso delle lunghe guerre
dell'epoca. Toccò successivamente a Giacomo e Manfredo
riparare i consistenti guasti, apportando ulteriori modifiche
migliorative. Il nuovo, frutto dei rimaneggiamenti cinquecenteschi,
rimase sostanzialmente immutato fino al 1864, anno della
morte di Juliette Colbert, ultima marchesa Falletti. Nel
frattempo il castello era già "decaduto" a
residenza di campagna a causa del trasferimento della dimora
principale dei Falletti, avvenuto nel 1814, al Palazzo Barolo
di Torino. Tra i suoi illustri ospiti durante l'ultima epoca
dei Falletti spicca senza dubbio Silvio Pellico, presentato
alla marchesa da Cesare Balbo dopo la decennale prigionia
dello Spielberg, divenuto poi negli anni intimo amico, fidato
consigliere nonché amministratore della biblioteca
Falletti. Il castello Falletti passò così all'Opera
Pia Barolo che, con pesanti lavori di ristrutturazione che
ne alterarono profondamente la struttura, lo trasformò nel
Collegio Barolo. Ruolo del Collegio, attivo fino al 1958,
era di dare una possibilità di studiare a ragazzi
economicamente in difficoltà. Nel 1970 fu acquistato
dal Comune di Barolo, grazie soprattutto a una pubblica sottoscrizione
cui furono in molti a contribuire generosamente. Nel corso
degli anni è stato restaurato in modo capillare e
il risultato non scontenterà certamente i visitatori.
Le sue cantine, pure pregevolmente restaurate, ospitano l'Enoteca
Regionale del Barolo, mentre il secondo piano è dedicato
al Museo Etnografico-Enologico e, quando presenti, esposizioni
artistiche e fotografiche. La visita al Castello Falletti
si concentra al primo piano, il cosiddetto piano nobile:
la prima sala che si incontra risalendo lo scalone è il
Salone delle quattro stagioni, ampio e luminoso ambiente
con arredi fine stile impero che deve il proprio nome a quattro
pitture che sormontano altrettante porte e dedicate ciascuna
a una stagione dell'anno. Da questo locale si accede alla
Sala degli stemmi, il cui soffitto è decorato con
gli emblemi sia dei Falletti che delle famiglie con cui questi
si sono imparentati: da citare, oltre al monumentale camino
e alla sua cinquecentesca decorazione in stucco, il fatto
che questa sala ospita da diversi anni le sedute del consiglio
comunale. La stanza della Marchesa è pure interessante
per la presenza di uno dei pochi letti in stile impero visibili
in Italia. La presenza di Silvio Pellico è testimoniata
dalla sua stanza, i cui muri sembrano tappezzati in stoffa
ma sono in realtà abilmente pitturati per simularne
l'effetto, e dalla Biblioteca, che il Pellico custodiva scrupolosamente
e che contiene circa tremila testi di epoca compresa tra
il quindicesimo e il diciannovesimo secolo.
La visita guidata dura poco più di mezzora ed è disponibile
in quattro diverse lingue: italiano, inglese, francese e
tedesco. Telefono: 0173.56277
altre informazioni
La meravigliosa posizione del Castello della Volta
non è purtroppo
pari al suo attuale stato di conservazione, alquanto decadente.
Visibile dal paese, è raggiungibile percorrendo la
strada che da Barolo porta verso La Morra. La sua origine è comunque
piuttosto antica, e viene fatta risalire al duecento in base
a un documento che ne attesta la proprietà ai Signori "Da
Li Volta". Passato nelle mani del comune di Alba, il
castello finì successivamente a far parte del feudo
di Barolo e, in un successivo passaggio, nelle mani della
famiglia Falletti. La sua è stata una storia complicata,
sempre al centro di possibili cessioni e tentativi di demolizioni.
L'ultima impennata della sua storia fu quando venne dapprima
ripristinato a residenza signorile e poi eletto dall'ultima
marchesa Falletti come luogo ideale per trascorrere ore tranquille
in compagnia del Pellico, godendo sia dell'ombra dei folti
ippocastani,
oggi non più presenti, che dei panorami
circostanti. Terminata la dinastia dei Falletti il castello
entrò in una fase declinante che è durata fino
ai giorni nostri, subendo nel 1944 ulteriori danni a causa
di alcune cannonate da parte dei tedeschi. Il suo attuale
aspetto decadente, tuttavia, rende molto credibili le diverse
leggende che lo circondano.
E' attualmente di proprietà di un'azienda vinicola
di Barolo.
Informazioni: tel. 0173-56277