
Certosa del XII secolo, una delle prime in Italia, l’attuale costruzione
fu trasformata su progetto del Vittone, nel 1700, unendo al carattere di semplicità quello
della monumentalità. La trasformazione in reggia avvenne con Re Carlo
Alberto e Vittorio Emanuele II, grandi appassionati di caccia. Si possono ammirare
gli splendidi arredi delle stanze, tra cui il salotto verde e l’ampia Camera
della Musica.
Quando Casa Savoia comperò quello che restava dell'antica Certosa, la
prima cosa da farsi fu una potente opera di ricostruzione. Purtroppo non fu toccata,
in questo lavoro, la parte riguardante il monastero vero e proprio che, già lungamente
provato dal tempo e dai saccheggi, andò presto in rovina. Fu invece rimessa
a nuovo la zona antistante: cappella e foresteria, ancor oggi visitabili. Il
Castello rimase proprietà della famiglia reale dall'anno 1837 al 1881,
data in cui venne venduto a privati. Carlo Alberto iniziò dunque quest'opera
di adattamento a castello di caccia e residenza estiva, ma chi ne fece vero uso
fu il suo successore Vittorio Emanuele II e i suoi cinque figli: Maria Clotilde,
Umberto (principe ereditario), Amedeo (Duca d'Aosta e poi Re di Spagna), Oddone
e Maria Pia (futura Regina del Portogallo). La permanenza dei Savoia al Castello
di Casotto copre un arco di poco più di quarant'anni, ma è tra
le sue mura che maturò uno degli episodi più noti della storia
patria e che fece di Maria Clotilde una delle più belle figure del nostro
Risorgimento. Clotilde ha lasciato un diario in cui, in lingua francese, in un
periodo molto importante per la storia italiana e di Casotto, annotava tutti
gli avvenimenti delle sue giornate. Questo suo scritto è stato di grande
utilità nella ricostruzione della vita che si svolgeva al Castello e dei
pensieri e sentimenti della giovane principessa.
Informazioni: tel. 0174-351131