Toso Asti Secco, tradizione ritrovata anche per il mercato

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Un nuovo Asti: secco, spumante e stuzzicante. È la novità che in questi mesi tutti vogliono provare. Toso S.p.a. punta sul rinnovato simbolo di una “chiccosità” targata Piemonte che rimanda all’Asti dall’inizio alla fine di un pasto. Secco e dolce, adesso tutto abita di nuovo sotto la grande “A” dell’Asti. Asti secco spumante per cominciare, Asti dolce spumante per finire. Ed è una grande opportunità per il mercato, in un periodo dove i prodotti dolci segnano qualche battuta d’arresto.

Legati entrambi dall’aromaticità intrigante e muschiata del vitigno Moscato, ma assai più lieve e quasi minerale nell’Asti secco, quest’ultimo è figlio di una scuola sabauda di spumantizzazione che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, attribuiva allo spumante secco maggiore dignità e l’ambizione a reinventare le bollicine d’Oltralpe. Superato in seguito dal travolgente fascino dolce e festoso del vino che ha fatto saltare più tappi in Italia, da nord a sud, oggi ritorna all’origine di un gusto esclusivo che appartiene alla tradizione piemontese almeno dalla metà del secolo diciannovesimo. Messo a punto grazie a una ricerca enologica lunga e attenta, l’Asti secco di Toso si distingue tra tutti per l’originalità del timbro gustativo, figlio della qualità dei mosti, selezionati per territori d’origine e ricchezza complessiva delle uve. Da pochi mesi sul mercato, ha già dimostrato una eccellente attitudine al rito dell’aperitivo, al bar come al ristorante. Non a caso è stato battezzato “Aperitoso”. Ma nel medio periodo si propone come prodotto da servire e consumare tutto l’anno, superando i limiti della stagionalità spesso evidenziata dai corrispondenti vini dolci.

Fresco, spumeggiante, inconfondibilmente profumato, in soli 11 gradi di alcool racchiude tutto il fascino dell’uva Moscato, un vitigno di grande prestigio conosciuto e coltivato in tutto il mondo. “Piace moltissimo proprio per la sua originalità e bontà, le sensazioni piacevoli che procura in bocca;” racconta Gianfranco Toso, uno dei titolari della Toso S.p.a. l’azienda spumantistica di Cossano Belbo “ha un profilo aromatico molto diverso da qualunque spumante o brut, ai quali non è paragonabile. Il suo impatto olfattivo è molto affascinante e caratterizzato. Lo abbiamo già proposto anche all’estero e dai nostri clienti abbiamo riscontri molto positivi.” Naturalmente esistono altri paesi che producono vini secchi da uve Moscato, basti pensare a Francia e Portogallo, ma il nostro è anche spumante. E l’Asti Secco ha un perché. Toso lo ha sintetizzato nello slogan che ne accompagna la confezione e che dice: “Siamo sempre stati dolci e buoni… Ora ci siamo seccati! Asti Toso, sempre buono, ora anche secco!”

 

 

 

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