“Gli investimenti previsti dal Piano dell’Ato nei Comuni del Barbaresco e del Moscato sono insufficienti, i dettagli e gli importi degli interventi poco chiari”

Non fanno parte di una Unione di Comuni vera e propria, ma ci sono parecchie convenzioni tra loro e si ritrovano a condividere la stessa posizione su gran parte dei problemi dell’area geografica a cui appartengono, in particolare sul Piano d’Ambito 2018-2047 dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale n. 4 Cuneese che governerà la gestione del ciclo idrico in provincia di Cuneo per i prossimi 30 anni. Stiamo parlando dei 7 Comuni dell’area Barbaresco-Moscato (Barbaresco, Camo, Castiglione Tinella, Mango, Neive, Neviglie e Treiso), che avevano già espresso la propria contrarietà all’adozione del Piano avvenuta lo scorso 11 settembre in una lettera indirizzata al loro rappresentante dell’area Territoriale Omogenea Albese, il sindaco di Alba Maurizio Marello. Il loro dissenso si aggiunge a quello già manifestato nelle scorse settimane dal Comune di Fossano, dai 20 Comuni del Roero, dagli 11 della pianura saluzzese riuniti in Ottavia e dai 38 dell’Alta Langa e dai 10 dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo.

“Avevamo chiesto un rinvio tecnico prima dell’approvazione del documento, al fine di permettere, in tempi brevi, l’inserimento nel piano degli investimenti delle correzioni che il territorio reputa necessarie e inderogabili, per poi procedere all’adozione di un documento pienamente condiviso – spiega Gilberto Balarello, sindaco di Neive e portavoce dei 7 sindaci dell’area Barbaresco-Moscato -. Questa ci era sembrata la cosa più logica da fare, visto che il Piano costituisce un passaggio epocale nella programmazione dello sviluppo dei Comuni e che gli amministratori avevano dimostrato, con impegno e passione, la volontà di incidere nella sua scrittura alla ricerca dell’interesse superiore delle proprie comunità, al fine di superare i problemi emersi dalla sua analisi in modo da giungere all’adozione di un documento realmente condiviso e rispondente alle necessità del territorio. Com’è noto però, purtroppo la nostra richiesta non è stata ascoltata, ragion per cui non ci resta che sperare che le correzioni e le modifiche che presenteremo nelle osservazioni vengano prese in considerazione. Il problema maggiore che abbiamo evidenziato riguarda soprattutto gli investimenti, che a nostro avviso non rappresentano le necessità reali del territorio. Secondo noi gli interventi previsti sono insufficienti, sia quelli sulla rete fognaria che quelli sulle condotte dell’acqua potabile. Nella nostra area ci sono Comuni in cui sono stati fatti interventi recenti di manutenzione e altri che hanno tubature più vecchie su cui bisogna intervenire con urgenza. Infine, anche se è difficile prevedere le necessità di un territorio così vasto per i prossimi trent’anni, a prima vista è evidente che gli importi previsti sono troppo bassi”.

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