La prima “smart factory” italiana è a Ceresole d’Alba e autoproduce il 93% dell’energia necessaria

Carlo Gai e Massimo Marengo all'interno della Gai Macchine Imbottigliatrici Spa a Ceresole d'Alba

Carlo Gai e Massimo Marengo all’interno della Gai Macchine Imbottigliatrici Spa a Ceresole d’Alba

È stata presentata giovedì scorso presso la Gai Macchine Imbottigliatrici Spa di Ceresole d’Alba (Cuneo), la prima “smart factory” italiana, esempio assoluto di eccellenza dell’Industry 4.0 per i risultati raggiunti sull’autonomia e sull’efficienza energetica. Nel corso dell’evento, che aveva il patrocinio di Confindustria Cuneo, il Gruppo Marengo di Alba ha illustrato ad alcune delle maggiori imprese del territorio il funzionamento dell’impianto energetico applicato alla Gai Spa denominato Aspec Industry, sistema brevettato da Albasystem in grado di integrare multiple generazioni, carichi e continuità elettrica totale massimizzando il ritorno economico dell’investimento.

Grazie ad Aspec Industry, infatti, la Gai Spa riesce ad autoprodurre il 93% dell’energia necessaria al suo fabbisogno, di cui il 35% è energia rinnovabile proveniente dal fotovoltaico e il 65% proviene da cogenerazione a metano, con un risparmio annuo di 1.600 tonnellate di Co2 e di 600 mila euro rispetto all’utilizzo di fonti energetiche tradizionali, al netto degli incentivi sul fotovoltaico e dei benefici derivanti dalla mancanza di interr

uzioni della rete. Per la realizzazione di tale innovativo e pressoché unico impianto energetico, il Gruppo Marengo si è avvalso della collaborazione di alcuni grandi multinazionali estere leader mondiali nel settore (la tedesca Viessmann, la francese Schneider e le americane Piller e Cummins), venute appositamente a Ceresole d’Alba per illustrare gli interventi, in alcuni casi esclusivi, fatti sulla Gai Spa.

“I valori aggiunti di Aspec Industry sono, oltre al risparmio energetico, il risparmio sui costi di gestione, l’integrazione intelligente con il processo produttivo, l’autoconsumo totale e la continuità di servizio – spiega Massimo Marengo, amministratore delegato del Gruppo Marengo -. Tutti risultati pienamente raggiunti nel caso dell’impianto della Gai Spa soprattutto grazie alla forte spinta all’innovazione, energetica in questo caso, che ci è sempre arrivata dalla famiglia Gai. La vera novità che porta con sé Aspec Industry non è quella di aver inventato nuovi vettori energetici, ma di essere riuscita a farli dialogare tra di loro, a metterli in rete dotandoli di un’intelligenza artificiale in grado di integrarli autonomamente nel migliore dei modi nel nome dell’efficienza, dell’economicità e dell’ambiente. La Gai Spa è oggi la prima industria italiana senza conducente, proprio come si sta sperimentando per l’automobile, ma in questo caso è già in funzione”.

In provincia di Cuneo utilizzano un impianto energetico brevettato Aspec Industry anche altre aziende come la Maina Panettoni Spa di Fossano e la F.lli Rivoira Spa di Verzuolo.

“Il sistema integrato e innovativo per l’efficientamento e la continuità energetica progettato e realizzato dal Gruppo Marengo per la Gai Spa – spiega Paolo Giacchero, project manager Albasystem – è in grado di soddisfare le quattro richieste per l’energia dell’Industry 4.0 (disponibilità, qualità, economicità e sostenibilità), caratteristiche che molto spesso i due principali vettori energetici italiani, gas ed energia elettrica, non riescono ad avere. Il raggiungimento di questo fondamentale obiettivo è stato reso possibile dai sistemi aperti degli apparati dei partner coinvolti, che ci hanno permesso di interfacciarci al livello desiderato, nello specifico: i tre cogeneratori (energia termica ed elettrica) a metano Viessmann, l’Ups a massa rotante Piller, il gruppo elettrogeno a gasolio Cummins e le componenti elettriche Schneider”.

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