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Al Teatro Colosseo di Torino è atteso Roberto Vecchioni

Giovedì 29 ottobre, alle ore 21, è atteso sul palco del Teatro Colosseo di Torino Roberto Vecchioni.

L’appuntamento fa parte del tour 2015 del cantautore, Il Mercante di Luce, nome del suo ultimo successo editoriale. Proposto su scala nazionale, il tour vedrà la presenza dell’amato professore nelle più importanti location italiane.

Come il protagonista del suo libro, canzone dopo canzone, nello spettacolo Roberto Vecchioni saprà far dono della luce che illumina il suo animo sensibile, esaltando e facendo condividere valori universali quali l’amore, la passione, la bellezza tratteggiati con la sapienza, la cultura e la raffinatezza che gli sono propri.

Il tour, realizzato dalla DM produzioni, nella versione live accompagnata dalla storica band che vede Massimo Germini alla chitarra, Marco Mangelli al basso e Roberto Gualdi alla batteria e Lucio Fabbri al violino piano e mandolino, propone la performance di Roberto Vecchioni attraverso la ricostruzione del percorso artistico del cantautore, dai successi più recenti a quelli ormai storicizzati, sempre emozionanti e straordinari, che sono divenuti pietre miliari della musica d’autore italiana.

Da Samarcanda a Stranamore, da El bandolero stanco a Luci a San Siro, passando per Sogna ragazzo sogna.

I nuovi bravi si mescoleranno ai classici del suo repertorio per un concerto che sarà, come sempre, molto coinvolgente.

Il vincitore del Festival di Sanremo 2011 con il brano Chiamami ancora amore; proporrà al pubblico torinese i successi più recenti, ma anche i cavalli di battaglia che hanno reso il professore uno dei cantautori più amato del panorama della musica italiana.

Vecchioni si conferma un cantautore raffinato e originale, la cui intelligenza traspare senza mai diventare pretenziosa

Il nuovo tour parte dal desiderio di condividere uno sguardo sulla vita e sul mondo.
Le sue canzoni che trattano temi come l’amore e cose perdute o ritrovate, di occasioni non colte, di affetti vicini e lontani dalla sua dimensione onirica. Il linguaggio è ironico, spesso autobiografico e spiccatamente favolistico, che attinge da miti e trame storiche rese attuali, come parabole. Poesie, dirette alle orecchie e al cuore di chi le sa ascoltare.

Roberto_Vecchioni

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