Elena Ceste: trent’anni al marito

ANSA – La condanna a trent’anni di carcere di Michele Buoninconti: è questa la richiesta del pm Laura Deodato al processo con il rito abbreviato nei confronti del vigile del fuoco, accusato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della moglie, Elena Ceste.

La famiglia di Elena Ceste ha chiesto un risarcimento di due milioni di euro nel processo a carico del marito, Michele Buoninconti. La richiesta è stata avanzata dai legali della famiglia, Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia, nel corso dell’udienza di oggi. Impassibile la reazione dell’uomo, che ha assistito all’udienza seduto accanto ai suoi legali, Giuseppe Marazzita ed Enrico Scolari.

“Siamo sereni e ci affidiamo al lavoro esemplare fatto dalla Procura”. Così Danilo Pacelli, cognato di Elena Ceste, al termine dell’udienza in cui l’accusa ha chiesto trent’anni di carcere per Michele Buoninconti, il marito della donna scomparsa nel gennaio 2014 e trovata morta nove mesi dopo non lontano dalla sua casa di Costigliole d’Asti. Nel corso dell’udienza di oggi, la requisitoria del pm Laura Deodato. “E’ stata una requisitoria precisa e dettagliata”, ha sostenuto Carlo Tabbia, legale della famiglia Ceste con la collega Deborah Abate Zaro. “Il pm ha ricostruito un impianto accusatorio che va al di la di ogni ragionevole dubbio”, ha aggiunto quest’ultima. “Nella prossima udienza daremo la nostra ricostruzione della vicenda”, ha riferito Giuseppe Marazzita, che con Enrico Scolari assiste l’imputato. “Ho seguito attentamente la ricostruzione del pm e non ci sono state novità – ha concluso -. Il mio cliente si sente un leone in gabbia”. In aula erano presenti anche i genitori di Elena Ceste. “Appena entrato in aula – ha riferito l’avvocato Abate Zaro – ha mandato un bacio ai suoceri

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