Formaggio “senza latte” o con latte in polvere.

Da alcuni giorni circola una notizia secondo cui la Commissione Europea abbia emesso un “diktat”  al governo italiano per costringerlo alla produzione del formaggio “senza latte” o con latte in polvere.

In realtà la questione riguarda una legge italiana del 1974 che vieta l’utilizzo di latte in polvere per la produzione di formaggi: la legge in questione violerebbe la «libera circolazione delle merci» all’interno dell’Unione Europea, e di conseguenza deve essere modificata.

Il governo italiano sarebbe costretto a rendere legale anche la possibilità di produrre formaggio con latte in polvere: ma non per questo gli sarà “imposto” di produrre formaggio senza latte.

Secondo il Corriere della Sera, il governo italiano si incontrerà il 24 luglio con alcuni rappresentanti della Commissione per discutere del problema. Nel caso uno stato decida di non adeguarsi alle direttive della Commissione una volta esauriti i due mesi, la questione viene risolta dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee: le infrazioni, cioè le multe in denaro, vengono attivate solo nel momento in cui un paese non rispetta una sentenza della Corte di Giustizia sulla vicenda (al momento l’Italia ha 98 procedure d’infrazione pendenti con la Commissione Europea, circa la metà delle quali ancora allo stadio della “messa in mora”).

Il ministro delle Politiche Agricole Martina in un comunicato stampa ha spostato la questione dal problema del latte in polvere a quello delle etichette e della «trasparenza delle informazioni da dare ai consumatori». Martina ha inoltre ricordato che la produzione dei formaggi DOP è già protetta da una normativa della Commissione Europea che proibisce l’utilizzo di «materie prime diverse da quelle previste dai disciplinari» (cioè di latte in polvere).

 

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