Come colpire le cimici del nocciolo

A CUNEO TECNOLOGIA U.S.A. PER COLPIRE LE CIMICI DEL NOCCIOLO

 

Il controllo degli insetti maggiormente dannosi ai noccioleti, cimici e balanino in particolare, sono al centro di una capillare campagna di monitoraggio da parte dei tecnici dell’agenzia 4A di Coldiretti Cuneo che utilizzeranno trappole a ferormoni prodotte direttamente negli Usa.

Dice Aldo Brustolon, coordinatore dei tecnici di Coldiretti: “Nel caso dei noccioleti il monitoraggio degli insetti nocivi si esegue mediante il frappage (dal francese frapper-scuotere) che consiste nel collocare un telo sotto la pianta, raccogliere tutto ciò che vi cade per poi procedere al conteggio degli insetti dannosi per verificare il momento più opportuno per effettuare trattamenti mirati. Con le trappole prodotte in America affiancheremo il monitoraggio degli insetti dannosi e saremo in grado di fornire ai corilicoltori un utile supporto per effettuare i trattamenti non per presunta, ma per effettiva, necessità”.

L’obiettivo è l’identificazione del ciclo biologico delle cimici. Le trappole sono state acquistate in America dove ha sede l’unica azienda produttrice di ferormoni attrattivi per questi insetti e in particolare per la Halyomopha halys. Una volta individuato il ciclo biologico di questo insetto e la conseguente mappatura delle zone in cui intervenire correttamente con i fitofarmaci, si sarà in condizione di garantire, da una parte, il rispetto dell’ ecosistema naturale, dall’altra di limitare l’usi di fitofarmaci e contenere quindi i costi a carico dei corilicoltori.

Le trappole sistemate, per ora una ventina, hanno un basamento di circa 1,5 metri su cui si monta una capsula con all’interno posizionato l’erogatore del ferormone. Le cimici che entrano nella capsula non riescono più a fuoriuscire permettendo ai tecnici di valutare l’entità delle popolazioni mediante i dati di cattura.

Aggiunge Enzo Pagliano, direttore Coldiretti Cuneo: “Anche il PAN – Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari – impone dal primo gennaio 2014, l’applicazione dei metodi di difesa integrata obbligatoria, tra cui l’impiego di tecniche di monitoraggio per valutare quando è necessario intervenire con prodotti fitosanitari in difesa della produzione agricola, riducendo l’impatto sull’ambiente, sugli operatori che somministrano i fitofarmaci, garantendo, in questo modo, la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato”.

Coldiretti Cuneo, con l’Agenzia 4A, ha intensificato l’assistenza tecnica nel settore corilicolo potenziando il numero degli addetti tecnici. Questo in considerazione dell’aumento della superficie coltivata a noccioleti in provincia di Cuneo. Inoltre la produzione cuneese è marchiata dall’IGP nocciola del Piemonte che consente l’individuazione di un’eccellenza regionale che vede nella provincia di Cuneo l’epicentro della coltivazione.

Per un quadro più completo, analizzando i dati 2014, indichiamo le superfici in Piemonte dove si coltivano nocciole, suddivise per province (fonte Sistema Piemonte)ed espresse in ettari: Alessandria 1.473,50; Asti 3.475,65; Biella 13,49; Cuneo 11.371,11; Novara 12,68; Torino 281,27; Vco 0,16; Vercelli 8,98; per un totale di 16.636,83 ettari. A livello piemontese la produzione dovrebbe oscillare tra i 140.000 e i 160.000 quintali, in linea con la produzione dell’anno scorso. La nostra regione è la terza area produttiva a livello italiano, raggiungendo circa il 12-16% della produzione nazionale. La sola provincia di Cuneo, con circa 125.000 quintali, rappresenta la principale area produttiva regionale (di cui oltre 90.000 nel solo areale delle Langhe). In questi anni, sta assumendo maggiore importanza il prodotto certificato Nocciola Piemonte IGP. Nella campagna 2013/2014, (non sono ancora disponibili i dati di quest’anno) sono stati certificati e commercializzati 47.892 quintali di Nocciola Piemonte IGP.

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