Teatro Baretti esaurito per la prima di “Alpini Chapeau”

Teatro Baretti di Mondovì esaurito in ogni ordine di posti, sabato sera della scorsa settimana per la prima assoluta de “Alpini Chapeau”, il nuovo spettacolo messo in scena dal collaudato duo Ada Prucca-Giancarlo Bovetti e il gruppo musicale formato da Alberto Bovetti, Gianni Cellario, Attilio Ferrua, Corrado Leone, Mario Manfredi e Gianfranco Re.
Prima dell’inizio dello spettacolo sono intervenuti Giampiero Gazzano, presidente dell’Ana di Mondovì, Raffaele Sasso, responsabile informazione della Cri monregalese, in rappresentanza del presidente del Comitato locale Cri di Mondovì, avvocato Paolo Adriano e sorella Giuliana Turco, ispettrice delle Infermiere volontarie di Mondovì. I commenti:
Giampiero Gazzano: «E’ stata una serata emozionante con uno spettacolo portato in scena a scopo benefico per sostenere concretamente la nascita del progetto “Orecchio di Venere” che il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa dell’Ispettorato di Mondovì sta attivando ed a cui gli alpini hanno destinato il ricavato della serata».
Sorella Giuliana Turco: «La violenza domestica è un fenomeno che sta dilagando anche in In Italia. Un dato: nel 2013 sono state uccise violentemente dal compagno 124 donne, una ogni tre giorni, tale da far nascere una vera emergenza sociale e sanitaria. Per sostenere chi è vittima di casi di violenza sta nascendo a Mondovì, “il centro d’ascolto per la violenza di genere”, il secondo in Piemonte, dopo quello di Asti, sostenuto dalla Croce Rossa Italiana. Il Centro, presso la sede della CRI di Mondovì offrirà accoglienza, ascolto, orientamento e sostegno a tutte le persone (donne, bambini, anziani ed uomini) che attraversino un momento di disagio, di confusione, legati a fenomeni di violenza».
“Alpini Chapeau”, realizzato dalla compagnia “CanzonEteatro” e curato da Mario Manfredi, che con Ada Prucca ha seguito la scelta e l’adattamento dei testi e delle musiche è memoria di guerra, diario di soldati che scrivono in trincea fra un assalto e una ritirata: una narrazione talora incerta nella forma, ma sempre autentica e potente nella sostanza, capace di evocare quel dramma, il più terribile che possa capitare all’uomo.
Lo spettacolo è stata la prima delle iniziative che la Sezione Ana di Mondovì ha in calendario nel corrente anno per commemorare il centenario della Grande Guerra.
Al termine applausi per tutti, compreso un altro “solista”, un giovane russo, che suonando la chitarra, nella sua lingua ha cantato una canzone, nel ricordo del dramma della campagna di Russia.
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