Un’importante donazione per Cherasco

La sezione numismatica del Museo Giovan Battista Adriani conta circa 10.000 oggetti tra monete antiche, medaglie, tessere e gettoni che ne fanno una delle raccolte più importanti del Piemonte sia numericamente sia per la rarità ed importanza dei reperti.

Tra le sezioni più significative vi è quella delle monete romane di età repubblicana e imperiale, quella delle monete bizantine, già integralmente pubblicata in un numero monografico dei “Quaderni” del Museo Civico “G.B. Adriani”, curato dal prof. Bruno Callegher dell’Univerità di Trieste, e la ricca serie delle monete di zecche italiane tra le quali spiccano, per qualità e rarità degli esemplari, le monete sabaude.
Il Medagliere si è formato a partire dalla raccolta del Padre Somasco Giovan Battista Adriani che, il 18 febbraio 1898, donava la sua Biblioteca e il suo Museo alla Città di Cherasco. Si trattava di un patrimonio di circa 500 pergamene, numerosissimi manoscritti e autografi, 6-7 mila libri, tra cui incunaboli, cinquecentine e volumi con incisioni rare, più di 10.000 monete, un migliaio di medaglie, reperti archeologici romani di provenienza locale, tele, litografie, stampe ed altre testimonianze della cultura materiale cheraschese e piemontese.

Da alcuni anni l’Amministrazione comunale ha avviato lo studio sistematico delle collezioni Adriani, con la schedatura e la pubblicazione delle monete e degli altri reperti che le compongono. Parallelamente è in fase di realizzazione un nuovo percorso museale pensato per valorizzare i reperti numismatici. Proprio per permettere la realizzazione delle nuove sale le monete romane contromarcate, quelle celtiche padane e quelle romane repubblicane e imperiali esposte in precedenza nella sala dedicata alla numismatica allestita nella manica nuova di palazzo Gotti di Salerano non sono visibili al pubblico. Naturalmente quanti abbiano necessità di esaminare le collezioni per motivi di studio possono consultarle su appuntamento. L’analisi del materiale sta peraltro rendendo sempre più evidente il valore scientifico e storico della raccolta Adriani, che, quasi dimenticata per circa un secolo, rivela oggi i propri segreti, ad esempio l’omogeneità della serie bizantina e la sua provenienza siciliana, insieme ai gusti ed agli interessi di un tipico erudito dell’Ottocento.

Proprio la costante valorizzazione della collezione, attuata tramite la pubblicazione del materiale (al momento la collana dei “Quaderni” del Museo Civico “G.B. Adriani” conta ben 16 numeri divisi in due serie) e le esposizioni temporanee, ha convinto alcuni mecenati privati, che hanno dimostrato con i fatti di credere nel futuro e nel valore culturale dell’Istituzione creata da Giovan Battista Adriani, a donare alla città di Cherasco le proprie collezioni.

A breve distanza quindi dalla donazione del dott. Paolo Dardanelli, già presentata al pubblico in occasione di un’esposizione dedicata, e presto oggetto di una specifica pubblicazione nella collana editoriale del Museo, un’altra importante donazione è venuta ad arricchire le raccolte di palazzo Gotti di Salerano.

Giovedì 13 novembre il sindaco Claudio Bogetti ha infatti ricevuto in dono, quale rappresentante della città di Cherasco, la Collezione numismatica Paola ed Aureliano Bertone. La collezione, composta da 550 monete, medaglie ed oggetti monetiformi, è stata formata nel corso di alcuni decenni, fin dall’età giovanile, con successivi acquisti sul mercato antiquario e con non trascurabile impegno economico ed intellettuale, dal professor Aureliano Bertone, docente oggi a riposo, che ha saputo instillare nella collezione le proprie competenze storiche e didattiche, oltre a quelle più propriamente numismatico-economiche creando non una semplice raccolta antiquaria, ma un insieme organico di reperti utile agli studi storici, economici e numismatici. La passione per l’insegnamento che ha sempre accompagnato il prof. Bertone lo ha indotto ad avere un occhio di riguardo per l’aspetto didattico e divulgativo della raccolta che è stata col tempo arricchita anche di monete che, pur non rientrando nei suoi settori di studio prediletti, la monetazione dell’età del ferro e quella romana del III secolo d.C., li integrano per dar vita ad una coerente narrazione storico-economica in grado di rappresentare l’evoluzione della moneta dall’età classica a quella moderna.

Con il suo munifico gesto il professor Bertone ha arricchito la città di Cherasco di una delle più importanti collezioni di monete celtiche presenti in Italia, i cui esemplari, in oro, argento e bronzo coprono tutto il panorama europeo dal IV secolo avanti Cristo all’epoca romana. Di grande importanza è anche la serie di monete romane del III secolo nella quale sono presenti, tra gli altri, tutti gli imperatori dell’impero delle Gallie: Postumo,Vittorino, i due Tetrici e, con alcuni rarissimi antoniniani emessi a loro nome, anche Mario e Leliano. Per rispettare gli impegni assunti con l’atto di accettazione della donazione ed il desiderio del professor Bertone che il patrimonio materiale e culturale che la collezione rappresenta non venga disperso, ma messo a disposizione della collettività e degli studiosi, e che ad esso venga legato il suo nome e quello della moglie, Paola Tenti, prematuramente scomparsa, una delle nuove sale del Museo Adriani, già in fase di realizzazione, sarà dedicata alla Collezione numismatica Paola ed Aureliano Bertone.

Grato per questa donazione, commenta il primo cittadino: «Voglio ringraziare il professor Bertone per il prezioso regalo che ha fatto alla nostra città. Il fatto che privati scelgano di compiere gesti come questo, ci riempie di orgoglio, conferma che Cherasco è una città vocata alla storia, all’arte e alla cultura, culla non solo di importanti eventi che hanno segnato parte della Storia nazionale ed europea, ma anche gelosa custode di testimonianze antiche. Come Amministrazione continueremo ad impegnarci nella valorizzazione di queste nostre ricchezze e nella conservazione del patrimonio storico che abbiamo la fortuna di possedere, onorando così il prezioso dono del prof. Bertone e di tutti i privati che negli anni hanno scelto Cherasco quale luogo privilegiato di custodia del nostro passato».

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