Farigliano, un convegno sul tartufo

FARIGLIANO: I TARTUFI – BIOLOGIA, ESIGENZE ECOLOGICHE E PROSPETTIVE DI COLTURA

sabato 6 dicembre

Il tartufo bianco d’Alba è il più noto simbolo della raffinatezza gastronomica delle Langhe, prodotto di punta della nostra provincia e di questa stagione, conosciuto in tutto il mondo, e ad esso il Comune di Farigliano e l’Associazione Turistica Pro Loco di Farigliano vogliono dedicare un convegno che si terrà sabato 6 dicembre, alle ore 17, nella palestra delle scuole in Piazza Vittorio Emanuele a Farigliano.

Il convegno si inserisce all’interno di un percorso che vuole far conoscere meglio i prodotti del nostro territorio, itinerario iniziato la scorsa estate con l’inaugurazione del Salotto del Vino volto a promuovere il Dogliani DOCG.

La parte commestibile del tartufo è solo il corpo fruttifero di un esteso apparato di ife miceliali che stringe rapporti di simbiosi con le radici di alcune piante. Molto più grande del “cugino” nero, il tartufo bianco ha forma rotondeggiante con una scorza di colore giallo biancastro e il suo profumo è inconfondibile, molto intenso e penetrante. Il Dott. Mario Palenzona, laureato in Scienze Agrarie e già Direttore dell’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente della Regione Piemonte, illustrerà, nel corso del convegno, come l’area di riproduzione e raccolta del tartufo sia molto delimitata dalle particolari esigenze per quanto riguarda il terreno, l’ambiente e la presenza di vegetazione consociata e simbionte. Il più importante albero forestale tartufigeno è il pioppo nero, a cui seguono la roverella, il salice e il tiglio.

I posti “buoni” sono tenuti rigorosamente segreti: nessun “trifolau” è disposto a confidare ad altri la posizione precisa del piede dell’albero-madre del tartufo e solo il suo fedele cane conosce la località, ma può accedervi esclusivamente in presenza del padrone e di notte, quando nessuno vede e quando l’olfatto, ben addestrato alla ricerca, diventa più fine. Da sempre, a Farigliano, i cercatori di tartufi più intrepidi si addentrano nei meandri delle “rocce della Penna” che possono donare qualche esemplare di tartufo bianco, così come il boschetto della Piva o quello sotto i Galli e i Duranti con grandi querce e pioppi.

Il convegno è ad accesso libero e gratuito, è aperto a tutti, sia agli operatori del settore (“trifolau” e ristoratori), ma anche e soprattutto a chi è curioso di sapere qualcosa in più su questo meraviglioso prodotto della terra ed è volto a darne maggiore risalto approfondendone la conoscenza, sia per quanto riguarda l’aspetto più tecnico-agrario sia per quanto riguarda tutto il “mondo” che gira intorno a questa preziosità.

 

Arianna Pellegrino

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